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L’altra faccia della medaglia

Il binomio valutazione-autonomia nel progetto di riforma del sistema scolastico italiano

Relazione presentata alla serie di conferenze sull’autonomia scolastica organizzata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma della Valle d’Aosta, Aosta, 14 aprile 1999

Con questa serie di conferenze l’assessore auspicava diffondere una migliore conoscenza della nuova regolamentazione italiana sull’autonomia scolastica. La Regione della Valle d’Aosta pur godendo di uno statuto d’autonomia non aveva approfittato della situazione e si era limitata ad innovare unicamente nel settore dell’insegnamento bilingue, con un’interpretazione alquanto riduttiva dell’autonomia. Il pubblico di insegnanti valdostani non aveva quindi una percezione precisa dell’innovazione. Per altro, si cominicava anche a coniugare autonomia con valutazione, uno spaventapasseri poco raccomandabile. La relazione affronta questo aspetto partendo dalla raccomandazioni della perizia svolta dall’OCSE nel 1997 che invitava il governo italiano ed in particolare il Ministero della Pubblica Istruzione a creare un Istituto Nazionale di Valutazione della scuola. A quell’epoca, l’Italia era priva di un centro nazionale di valutazione. Ai periti internazionali sembrava ovvio che non si potesse pilotare la riforma della scuola che il Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer aveva l’intenzione di realizzare senza un istituto indipendente, tecnicamente all’altezza, in grado di impostare un programma di valutazione esterna della scuola per fornire al ministero informazioni attendibili sull’avanzamento della riforma.

Nel 1999 l’autonomia scolastica era stata definita nelle leggi e in un decreto del Presidente della Repubblica. Occorreva attuarla. Per pilotarla il ministero doveva assolutamente pensare alla valutazione. I docenti erano ostili, reticenti e diffidenti. Non avevano del tutto torto, per altro. Anche ad Aosta il pubblico era poco convinto della necessità di realizzare un sistema di valutazione articolato con l’autonomia. L’autonomia sì, la valutazione no. A questa ci pensiamo noi, sembrava che i docenti dicessero, alludendo a tutte le forme di auto-valutazione e certificazione proposte dal mercato.

E’ interessante rilevare che la Regione con statuto autonomo della Val d’Aosta ha tentato almeno due volte negli anni successivi di realizzare senza successo un servizio regionale di valutazione, alla stessa stregua di quanto realizzato nella provincia autonoma di Trento. La diffidenza nei confronti della valutazione sussiste, ma ora il problema è complicato dal fatto che nel frattempo si è modificata la costituzione italiana ed in particolare il titolo V che riconosce l’autonomia delle regioni. Una politica regionale della scuola è dunque possibile ma senza dati, senza strumenti, senza informazioni non la si può impostare tranne che su basi molto partigiane.

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1999_20binomiovalutazione.pdf
1999_binomio.jpg