Il testo di questo intervento è una rielaborazione delle informazioni fornite in "Regards sur l’éducation. Les indicateurs de l’OCDE, 1998" (Uno sguardo sull’educazione. Gli indicatori internazionali dell’istruzione 1988, trad.it. pubblicata da Armando Armando Editore, Roma).

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L’Ente Confederale Addestramento Professionale (ECAP) è un organismo affiliato alla CGIL-Italia, che ha una sezione a Zurigo. L’ECAP di Zurigo, per decenni, si è occupata dell’addestramento professionale degli emigrati italiani in Svizzera, in particolare degli emigrati dell’ ondata migratoria del secondo dopoguerra. Per altro, l’ECAP è stato in prima linea nella Federazione Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS) durante le lotte della fine degli anni Sessanta e degli inizi degli anni Settanta contro i movimenti xenofobi svizzeri che chiedevano drastici provvedimenti contro l’immigrazione.

L’ECAP di Zurigo continua ad occuparsi degli emigranti italiani in Svizzera, anche se l’emigrazione italiana verso la Svizzera è ormai cessata. L’ECAP ha allargato il suo campo mettendo la propria esperienza e le proprie strutture di formazione al servizio dei nuovi immigrati in Svizzera, dei rifugiati politici e di coloro che in Svizzera vengono chiamati "gli asilanti", ossia coloro che chiedono un asilo politico alla Confederazione elvetica.

Ciò nondimeno, continua a sussistere un problema d’integrazione nel mondo elvetico della seconda o terza generazione italiana in Svizzera. Accanto a casi di inserimento spettacolari, ci sono anche moltissimi episodi di discriminazione, ormai documentati da svariate ricerche, sia nel campo scolastico che in quello economico, sociale e culturale. Non si scordi che l’italiano è una delle lingue ufficiali della Svizzera e che la cultura italiana è una componente di quello che si chiama l’elvetismo. Orbene, accanto all’italiano degli Svizzeri c’è l’italiano degli Italiani in Svizzera.Non c’è osmosi tra questi due universi, che sono tra loro impermeabili. La nuova generazione degli emigrati ed i figli di emigrati sono in bilico tra integrazione e rifugio in una identità indefinita. Il convegno organizzato dall’ECAP è stata un’occasione per mettere a fuoco i problemi incontrati, alla fine del ventesimo secolo da molti giovani italiani in Svizzera a completare la scolarizzazione, ad avere un addestramento professionale adeguato e ad inserirsi in un mercato del lavoro molto dinamico.

In questa relazione si usano dati del 1996 forniti dall’ OCSE nella pubblicazione "Uno sguardo sull’educazione. Gli indicatori internazionali dell’istruzione 1998" [1]. La Svizzera non possiede molti dati sulla transizione dalla scuola alla vita attiva. Il settore è stato oggetto di studi puntuali ma non di indagini sistematiche. Per mettere in evidenza il caso elvetico, in questa relazione, che serviva come sipario per un secondo intervento svolto da un altro relatore sulla situazione interna alla Svizzera, sono stati qui presi in considerazione oltre ai dati elvetici, quelli di altre sette paesi europei : Finlandia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Svezia. Non si scordi che a quell’epoca questi erano i migliori dati comparabili sull’argomento che si avevano a disposizione e che nel 1996, l’anno nel quale i dati sono stati calcolati, alcuni di questi paesi non erano ancora attrezzati per fornire misure certe, affidabili, stabilite rispettando i criteri di comparabilità internazionale ( tra questi l’Italia). Da allora in poi si è percorsa molta strada e questi dati sono migliorati parecchio. Le carenze elvetiche invece continuano a sussistere come lo conferma una recente pubblicazione dell’ "Institut de recherches et documentation pédagogique" di Neuchâtel (acronimo IRDP) [2]

Gli indicatori dell’istruzione del’OCSE, per quanto imperfetti e limitanti possano essere, permettono ai Paesi di osservare i loro sistemi educativi alla luce dei risultati di altri. La relazione è stata presentata ad un convegno organizzato dall’ ECAP [3] a Zurigo. L’ECAP di Zurigo ha svolto e continua a svolgere un lavoro encomiabile nel settore dell’addestramento professionale dei lavoratori immigrati in Svizzera. L’ECAP è membro della Federazione delle Colonie libere italiane in Svizzera. [4

 

[1] Edizione francese: Regards sur l’education; edizione inglese: Education at a Glance

[2] La transition de l’école à la vie active ou le constat d’une problématique majeure. Neuchâtel : Institut de recherche et de documentation pédagogique (IRDP), 2007. - 76p.

[3] Ente Confederale Addestramento Professionale

[4] La prima Colonia libera italiana fu fondata nel 1925 a Ginevra: il "libera" stava a significare l’opposizione dell’associazione al regime mussoliniano che voleva fascistizzare le organizzazioni degli emigrati italiani, imponendo la nomina di dirigenti non democraticamente eletti dai soci ma scelti personalmente dal console. Sull’esempio di Ginevra, altre Colonie libere sorsero in seguito, ad opera di antifascisti, in altre località Svizzere. Grande impulso alla creazione di nuove Colonie libere fu dato all’indomani del 25 luglio 1943 che segnò il crollo del regime fascista di Benito Mussolini. A Olten (1943) fu decisa la costituzione di una giunta esecutiva centrale con compiti di collegamento e di coordinamento fra le attività delle singole Colonie libere e di cui facevano parte molti antifascisti italiani rifugiati in Svizzera. Negli anni Sessanta e Settanta con l’arrivo di sempre nuove masse di lavoratori italiani in Svizzera, la FCLIS (Federazione colonie libere in Svizzera) divenne una grande organizzazione dell’emigrazione, stabilendo rapporti di collaborazione con le altre associazioni italiane e di altri Paesi, così come con i sindacati locali ed i partiti della sinistra italiana e svizzera.

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1999_20transizione_20scuolalavoro.pdf