Intervento presentato al convegno «Le ragioni fondanti di un nuovo sistema di istruzione e formazione professionale », organizzato dalla rivista "Professionalità" della Editrice "La Scuola" , Brescia, 7 giugno 2002

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Intervento presentato al convegno «Le ragioni fondanti di un nuovo sistema di istruzione e formazione professionale », organizzato dalla rivista "Professionalità" della Editrice "La Scuola" , Brescia, 7 giugno 2002

In Italia l’apprendistato, ossia la formazione in alternanza tra scuola e lavoro dopo la fine della scuola dell’obbligo è praticamente inesistente, mentre invece è la modalità principale, quasi naturale, di formazione in Svizzera, in Austria e in Germania. Svariate ricerche econometriche hanno dimostrato che questo tipo di formazione è una delle modalità più efficaci per combattere la disoccupazione giovanile. L’articolo spiega come è organizzato e come funziona "l’insegnamento duale", una delle espressioni usate per indicare l’apprendistato, in Svizzera.

Nella relazione si evidenziano le caratteristiche principali dell’apprendistato in Svizzera. Poiché l’Italia resta una terra di missione per l’apprendistato, era necessario esporre i criteri sui quali si fonda la formazione in alternanza tra la scuola ed il lavoro per i minori in Svizzera. I principi esposti nella relazione sono stati leggermente ritoccati nella nuova legge federale sulla formazione professionale (che non è stata emanata dal ministero della pubblica istruzione che in Svizzera non esiste, ma dal Ministero dell’economia), ma l’impianto resta fondamentalmente inalterato rispetto alle indicazioni descritte in questa relazione. La formazione in alternanza è la via maestra per entrare nella vita attiva ma anche per diventare periti e proseguire una formazione tecnica-scientifica ad alto livello oppure per occupare posti dirigenziali nelle aziende o nei vari settori della vita economica. Per l’Italia, dove si è abituati a ritenere che la formazione si fa solo a scuola, questo è un altro mondo. Nell’intervento si riferiscono i risultati di un’indagine svolta a Ginevra sul grado di soddisfazione degli apprendisti e sulla fedeltà degli apprendisti all’azienda formatrice una volta terminato l’apprendistato. Non è tutto oro nel mondo dell’apprendistato elvetico, ma il prestigio di tutta una serie di formazioni in azienda, ossia nel lavoro, è tale presso la popolazione da rendere certe vie d’apprendistato intasate, con liste d’attesa per avere un posto d’apprendista.

In Italia, dal 2002 al 2007 nulla è cambiato. L’apprendistato, ossia la formazione duale od in alternanza svolta in gran parte sul posto di lavoro, resta la forma principale di formazione dopo la scuola dell’obbligo solo nella provincia di Bolzano ed in parte in quella di Trento. [1] Nel sito dell’ADI è stato recentemente pubblicato un saggio di Livio Pescia sulla missione dell’apprendistato preparato per la provincia di Torino. In modo molto didattico Pescia spiega cosa è l’apprendistato, in particolare quello per i minori, descrive le tendenze di sviluppo in Europa con un’appropriata insistenza sul caso della Francia dove i vari governi di destra o di sinistra da anni promuovono con incitamenti vari l’apprendistato e formula alcune raccomandazioni per sviluppare l’apprendistato in Italia. Ad un certo punto Pescia si chiede se c’è posto per l’apprendistato nel sistema scolastico e dell’istruzione italiano. La risposta purtroppo per il momento non può che essere negativa vista l’ottusità dei responsabili politici di tutte le parti rispetto a questa questione. Però non è mai troppo tardi per iniziare!

[1] Ognuno in Italia si arrangia come può per combinare il diritto-dovere all’istruzione fino ai 18 anni con la fine del biennio a 15 anni e con la fine dell’obbligo scolastico a 16. Questi bizantinismi sono una peculiarità tutta italiana.

Les documents de l'article

2002_brescia.pdf
Normativa_CH.ppt