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Le indagini internazionali comparate : come servirsene per orientare le decisioni.

Le indagini internazionali comparate sui risultati scolastici sono spesso circondate da un alone di sospetto. Non si manca neppure di mettere in dubbio l’utilità che regioni e scuole ne ricaverebbero, adducendo, tra l’altro, il fatto che sono pilotate da centri di ricerca o da istituti molto distanti dalle scuole e dalle realtà territoriali. Oggi, grazie all’accumulo di esperienze e osservazioni raccolte soprattutto nei Paesi dove si fa uso sistematico di test standardizzati, si può dimostrare che queste indagini modificano il comportamento delle scuole e dei docenti, e che le loro correlazioni con i risultati degli allievi non sono negative.

Queste indagini costituiscono inoltre una miniera di informazioni sulle scuole. Esse hanno innegabilmente contribuito a rendere più leggibile e trasparente il mondo della scuola, ad evidenziare aspetti poco noti o addirittura ignorati del funzionamento dei sistemi scolastici. Non hanno invece servito gran che, almeno finora, a rendere meno settario o ideologico il dibattito sulla scuola, che è rimasto in genere poco democratico nonostante l’abbondanza di informazioni sui risultati conseguiti.

Per altro, l’uso dei risultati delle indagini internazionali stimola la discussione scientifica sulla pertinenza e la validità dei metodi di valutazione. Non va infatti sottaciuto il fatto che queste indagini sono sfruttate abilmente e sistematicamente dai responsabili politici il che dovrebbere incitare gli specialisti ad una grande rigore metodologico, a prevedere o ad anticipare, nella misura del possibile, le distorsioni dei risultati ed infine a dar prova di una grande cautela nelle interpretazioni. Queste riserve non devono però indurre a rinunciare alle valutazioni su vasta scala, la cui utilità per la conoscenza dei sistemi scolastici appare ormai inoppugnabile.

La presentazione della relazione è illustrata con dipinti di Piero della Francesca. Una scelta deliberata per sottolineare che non c’è antitesi tra la cultura della valutazione e la migliore tradizione classica.

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2006Milano_PISA.pdf