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Uno dei principali nodi irrisolti della politica dell’istruzione in Italia è la mancanza del livello di studi tecnici superiori di specializzazione professionale sia nel settore tecnico-industriale, che in quello dei servizi, compresi i servizi sociali. Gli IFTS creati dal ministro Luigi Berlinguer nel 1999 non hanno risolto questa lacuna, anche per l’interpretazione peculiare che è stata data alla loro impostazione. E’ quindi indispensabile rivenire su questa questione per spiegare di cosa si tratta quando si parla di scuole tecniche superiori. Queste sono centri o poli di formazione post-secondaria, vere e proprie scuole, con sede propria, statuto giuridico, bilancio proprio, laboratori in cui si svolge ricerca applicata, aule ed anfiteatri, servizi amministrativi. La creazione di queste scuole è indipensabile non solo per la promozione dello sviluppo sociale, industriale ed economico ma anche per risolvere la crisi prodotta in Italia dall’affollamento delle università che sono per ora l’unico sbocco dopo la fine della formazione secondaria superiore.

Per ragioni personali non ho potuto partecipare all’incontro di Treviso e presentarvi questa relazione.

Presentazione degli IFTS

Il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, di seguito denominato IFTS, istituito dall’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, è articolato in "percorsi" che hanno l’obiettivo di formare figure professionali a livello post-secondario, per rispondere alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato, con particolare riguardo al sistema dei servizi, degli Enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati secondo le priorità indicate dalla programmazione economica regionale. (Regolamento 31 ottobre 2000 n. 436 - norme di attuazione dell’art. 69 della legge n. 144/99).

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2006BOTTANI_Treviso_DEFINITIVO_ter.pdf.zip