Cosa è la valutazione del sistema scolastico, suoi limiti e modo d’uso

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Le prove Invalsi non possono sostituire le scelte della politica

La valutazione del sistema scolastico è un’operazione non solo scientifica, non solo organizzativa ma anche politica. Una valutazione su vasta scala non si può improvvisare, va preparata e condotta con cura. In ogni modo, la valutazione serve, serve sempre a qualcuno, anche alle scuole, agli insegnanti o alle famiglie che sono di solito gli attori della scuola meno ascoltati da coloro che gestiscono e realizzano le valutazioni. Gli errori in materia di valutazione alla fin fine si pagano sempre: le valutazioni diventano inutili, inutilizzabili, sprechi. Un gran rumore per nulla, che innervosisce il mondo della scuola. Anche questo serve alla politica. A questo punto l’esercizio non è più un servizio reso alla scuola. Le critiche alle valutazioni sono una componente essenziale della procedura valutativa. Non si deve tacere, occorre tenere aperti ben bene gli occhi, denunciare i soprusi e le zone d’ombra. In un regime democratico questa responsabilità ha un valore etico. Certo, le critiche sono una seccatura ma i responsabili della valutazione (chi la decide, chi la prepara e chi la svolge) devono ascoltarle, tenerne conto. Per finire le valutazioni su vasta scala come le prove INVALSI oppure l’indagine PISA hanno a che fare con il potere, sono una partita a carta nella quale si gioca la ridistribuzione del potere scolastico. Nell’articolo si fa l’esempio della valutazione nazionale in Francia nonché del NAEP, la grande valutazione nazionale americana iniziata nel 1964, svolta per la prima volta nel 1969, la madre in un certo senso di tutte le valutazioni nazionali. In ogni modo non c’è da temere nulla dalle valutazioni. C’è piuttosto da temere il potere politico che si serve delle valutazioni. Per concludere non sono le valutazioni che migliorano i sistemi scolastici e le scuole ma coloro che ne hanno la responsabilità e che potrebbero trarre beneficio dalla valutazioni.

Articolo allegato pubblicato nel sito www.sussidiario.net del 17 maggio 2011

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