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Ecco un esempio di uso dei dati statistici scolastici. Viene dall’Inghilterra. Lo si può consultare cliccando qui ( attenzione, il testo è in inglese).

C’è del buono e del meno buono, ma si potrebbe fare anche a Milano, a Roma, a Palermo, a Napoli per esempio a condizione di avere i dati. Informatici che li sanno articolare, classare, combinare ce ne sono ovunque, anche se in questo settore ci sono parecchi imbroglioni.

Si tratta di una mappa interattiva, pubblica, accessibile a tutti coloro che hanno una connessione Internet, Fornisce informazioni precise su ogni scuola ( sempreché le scuole non barino quando forniscono i dati, il che non è detto, ed è molto difficile accertare se lo fanno o no. In genere lo si piuò sapere solo se ci sono fughe dall’ineterno della scuola). Per esempio la percentuale delle assenze e delle presenze, media annua , mensile, settimanale, quotidiana. Richiesta di posti ( non ci sono bacini di utenza a Londra), posti disponibili. 

 

La mappa prende in considerazione le scuole elementari e le scuole secondarie, il servizio statale nonché quello privato ( e quindi in Italia ci dovrebbero essere le scuole paritarie, altro grattacapo perché si devono convincere a fornire i dati ed i dati costano). Sulla base dell’evoluzione demografica, la mappa fornisce anche indicazioni sui posti disponibili nei prossimi anni, con proiezioni fino al 2017-2018 per cui le famiglie, che possono scegliere la scuola, possono anticipare le iscrizioni perché saranno al corrente delle scuole sotto pressione in futuro. Un’operazione del genere è in atto anche a Ginevra ma le informazioni non sono pubbliche ; sono destinate ai responsabili scolastici e servono a programmare l’edilizia scolastica.

Non si forniscono i risultati nei test che sono invece pubblicati dalla stampa e dal servizio dell’ispettorato scolastico che li commenta. Questo è un capitolo a parte.

Nel sito indicato si trova anche la spiegazione tecnica( in inglese) per il modo d’uso.