Ripresa parziale di un documento OCSE sujll’accountability prodotto nel 2012.

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L’informazione del pubblico su quanto fanno le scuole

L’obbligo di rendere conto dei risultati conseguiti sarà generalizzato e rappresenterà una novità delle politiche scolastiche del prossimo decennio. Dirigenti e insegnanti devono prepararsi a rendere conto dell’operato dio una scuola, con gli alunni che la frequentano, la provenienza sociale degli studenti, i risultati scolastici . Non sarà facile ma presto o tardi il silenzio su quanto avviene nelle scuole sparirà. Si ritiene in genere che la rendicontazione — terribile vocabolo — ha un effetto stimolante sulle scuole, che migliora la qualità dell’operato delle singole scuole. Per ora si annaspa a questo riguardo perché gli operatori scolastici non sono pronti a rendere conto di quel che succede in una scuola. Non è facile a dire il vero rendere conto, raccogliere dati, analizzali, presentarli alle autorità locali , alle autorità scolastiche, agli studenti e alle loro famiglie in modo leggibile.

 Il documento è del 5 ottobre 2012. E’ in inglese e lo si può trovare cliccando qui. La versione originale è allegata. Il documento va citato nel modo seguente:

 

Hooge,E.,T.Burns and H. Wilkoszewki," Looking Beyond the Numbers: Stakeholders and Multiple School Accountability". OECD Education Working Papers, No.85, OECD Publishing,Paris.

http://dx.doi.org/10.1787/5k91dl7ct...

 IL documento esplora e spiega un tipo di accountability che chiama la multiple accountability.

 Il saggio 

Il documento esplora e spiega un tipo di accountability denominata " multiple accountability" e ne dimostra la bontà con parecchi esempi.

Come rendere le scuole e le direzioni scolastiche maggiormente responsabili delle decisioni da prendere e dei risultati conseguiti? La questione intriga le autorità politiche nei paesi dove la politica si occupa di istruzione scolastica , tanto più se si tiene conto della complessità dei sistemi scolastici e delle difficoltà che si incontrano quando si tenta di rendere le scuole responsabili di quel che fanno.Una delle migliori risposte a questa complessità è la decentralizzazione delle decisioni amministrative, ovverosia la concessione di una maggiore libertà alle scuole e alle direzioni scolastiche. In ogni modo si deve anche tenere conto del fatto che una larga fetta dell’opinione pubblica ritiene che la responsabilità del miglioramento scolastico incomba alle autorità centrali indipendentemente dal grado di decentralizzazione. La responsabilità delle scuole è diventata un tema alla moda in quest’ultimo decennio.

Nel documento si analizzano le tendenze di questa moda e si sostiene che la responsabilità verticale che è la più comune nei sistemi scolastici può essere potenziata con provvedimenti orizzontali che coinvolgono tutte o buona parte della parti in causa. La condivisione delle responsabilità si prefigge di rispettare la molteplicità delle idee riguardo all’educazione scolastica. La combinazione di molteplici forme di direzione permetterebbe d’utilizzare al meglio il sistema scolastico e le riforme scolastiche e alla fin fine permetterebbe un miglioramento delle scuole e della qualità dell’istruzione scolastica.

La complessità dei sistemi scolastici

Non è da sottovalutare e ha conseguenze rilevanti della quali i responsabili scolastici fino alle scuole singole devono essere consapevoli. SI tratta poi di agire in conformità con le conclusioni dell’analisi del sistema scolastico.

Il primo deficit di responsabilità appare quando si ritiene che le scuole non sono responsabili di nulla e che non sono direttamente responsabili delle carenze, delle insufficienze o della debolezza dei risultati. Le decisioni che le riguardano sono prese ad altri livelli. Insomma le scuole subiscono le conseguenze di un apparato amministrativo pesante. E’ contro una simile ipotesi che si sviluppano le Academies, le Charter Schools e le numerose proposte di scuole a statuto speciale.

Il secondo deficit di responsabilità è connesso alla debole complementarità tra la responsabilità delle scuole per gli apprendimenti scolastici e gli strumenti che la misurano di solito, ossia i test e gli strumenti che dovrebbero completare i test, in genere i questionari, ai quali si ricorre per valutare come il sistema scolastico consegue i suoi diversi obiettivi.DI solito si incrociano le opinioni espresse nei questionari con i punteggi conseguiti nelle prove strutturate.

Qui si presenta una parte ridotta del documento. Le argomentazioni sono presentate liberamente in italiano

La decentralizzazione

Nel corso degli ultimi decenni la decentralizzazione scolastica l’ha fatta da padrone e molti sistemi scolastici sono ormai decentralizzati. Ci sono tre tipi di decentralizzazione: il decentramento, il mercato, la partecipazione democratica.

Il decentramento

Significa maggior controllo delle scuole esercitato da enti locali non statali. Le scuole private sono un caso di autonomia di questo tipo. Nei paesi della zona OCSE circa il 15% degli studenti frequentano scuole private ma in taluni sistemi scolastici questa proporzione sale al 50% e più ( per esempio nei Paesi Bassi , in Irlanda o nel Cile).

Il mercato

La concorrenza anche spietata tra scuole è pure uno strumento al quale si ricorre per rendere le scuole maggiormente responsabili di quanto fanno e per incitarle a essere autonome. Nel quasi-mercato scolastico si ritiene che i genitori o i tutori siano giudici imparziali della bontà delle scuole.Per riflesso si ritiene anche che il potere degli insegnanti si rafforza se vogliono tenere testa alle famiglie.

L’accento sulla responsbilità

La decentralizzazione è la forma più comune di gestione dei sistemi scolastici . Nella letteratura scientifica si distinguono dunque tre tipi di decentralizzazione:

 

  • Il decentramento;
  • Il quasi mercato;
  • La democrazia partecipativa

 

 

Il decentramento

 

 

Il decentramento consente un aumento dell’autonomia delle scuole. Significa non solo maggior controllo locale da parte dei livelli amministrativi più elevati, ossia di quelli governativi, ma anche maggiore controllo da parte degli attori locali non governativi. Il decentramento presuppone che I responsabili scolastici locali conoscano meglio di qualsiasi altro quanto si possa fare per la scuola e come vanno distribuiti gli incentivi per stimolare le iniziative scolastiche locali e per migliorare le forme di controllo. La caratteristica principale del decentramento è l’adozione di una forma di potere discrezionale. Nella maggioranza dei paesi dell’OCSE il decentramento ha prodotto una maggiore autonomia delle scuole specialmente dal punto di vista della distribuzione delle risorse finanziarie nonché nell’interpretazione dei curricoli.

 

Una maggiore autonomia scolastica va spesso di pari passo con richieste di rendicontazione maggiore: alle scuole che fruiscono di autonomia si richiede di rendere conto dell’uso che ne fanno. Lo scopo della richiesta di una maggiore responsabilità è connesso non solo all’esigenza di legittimare la maggiore libertà delle scuole ma anche quella di promuovere il loro miglioramento. La combinazione di maggiore autonomia e responsabilità con l’obbligo di rendere conto dovrebbe migliorare la scolarizzazione, dovrebbe promuovere l’efficacia dell’insegnamento e l’efficienza delle scuole nonché imporre al corpo insegnante obiettivi e scopi vincolanti. Non è chiaro finora se questi obiettivi si conseguano. Dai dati provenienti dall’indagine Pisa 2009 sembra che una combinazione di rendicontazione e autonomia sia efficace. Afferma l’OCSE nel No.9 di PISA in Focus che « a livello nazionale, più grande è il numero delle scuole che hanno la responsabilità di definire e di elaborare i programmi e i tipi di valutazione, migliori sono i risultati dell’intera scuola".

 

 

Il mercato

 

 

In taluni sistemi scolastici si sono impostate riforme inspirate dal mercato e si è creato un quasi mercato scolastico. Questi meccanismi sono stati adottati per stimolare la libertà di scelta delle famiglie. Le riforme scolastiche di questo tipo hanno eliminato I bacini di utenza, distribuito buoni scuola, creato scuole a statuto speciale. L’adozione di meccanismi di mercato è stata fatta da coloro che ritengono che le scuole migliorino se sono più attente alle richieste dei genitori e se sono in competizione le une con le altre e che considerano i genitori come clienti ed in quanto tali sarebbero giudici migliori della qualità dell’istruzione impartita dalle scuole e saprebbero meglio di chiunque altro e quindi degli insegnanti che cosa sia appropriato per i figli. Il quasi mercato scolastico obbliga a ripensare l’organizzazione e il funzionamento delle scuole. Per tenere conto della domanda, la qualità dell’offerta scolastica deve migliorare da tutti i punti di vista.

Una quantità enorme di indagini e di ricerche scientifiche è stata prodotta per convalidare o per invalidare queste ipotesi. In genere, i risultati delle riforme scolastiche che hanno promosso livelli di quasi-mercato bel settore scolastico sono mediocri. Non ci sono grandi progressi per quel che riguarda il livello degli apprendimenti misurati con prove standardizzate che generalmente portano sulle competenze in lettura e sulle conoscenze di matematica nella scuola primaria. Il ricorso ai meccanismi di mercato ha anche fatto apparire un aumento della segregazione sociale, delle disuguaglianze sociali e ha fatto nascere maggiori disparità di opportunità di formazione tra studenti bravi e studenti deboli.

 

 

La democrazia partecipativa

 

 

La decentralizzazione impostata nel rispetto e nella promozione della democrazia partecipativa mira a perseguire una partecipazione più elevata dei membri della comunità scolastica e di tutti coloro che a livello locale si occupano di scuola. I meccanismi di decentralizzazione nel senso di una maggiore partecipazione democratica sono quelli che permettono alle famiglie, ai datori di lavoro e alle associazioni locali di esprimere le proprie aspettative verso la scuola e di partecipare alle decisioni riguardanti le scuole, la loro organizzazione e il loro funzionamiento. La giustificazione del coinvolgimento dei membri della comunità ritiene che si migliora la vita scolastica se si attinge ad una vasta gamma di esperienze e di conoscenze, cioè se si allarga il cerchio degli interlocutori e non se non ci si limita più a consultare solo gli insegnanti oppure le autorità scolastiche locali. Le ricerche scientifiche sulla partecipazione democratica sembra che dimostrino la presenza di un impatto positivo sulla scolarizzazione, una maggior efficacia ed efficienza delle scuole ma in misura minore the non quanto si sia constatato nel caso del decentramento o del ricorso ai meccanismi di mercato.

 

 

Le esperienze di rendicontazione

 

 

L’accountability scolastica è stato utilizzata fin dalle prime iniziative del 1990 per migliorare le scuole. Si ritiene infatti che se si rendono responsabili le scuole del conseguimento di livelli di apprendimento elevati, le scuole sono motivate a migliorare la loro qualità. Si distinguono i seguenti scopi della rendicontazione scolastica:

 

 

  • Legittimazione derivante dal rispetto delle leggi e dei regolamenti;
  • Responsabilità della qualità dei servizi forniti sia dal punto di vista dell’efficacia(qualità dell’apprendimento), che dell’efficienza(uso oculato delle risorse finanziarie), che dell’equità e delle opportunità di accedere a forme di istruzione;
  • Miglioramento della qualità dei servizi forniti.

 

 Rendicontazione verticale o orizzontale

 

 Si distinguono di solito due tipi di meccanismi di rendicontazione, uno verticale ed uno orizzontale. La rendicontazione verticale è soprattutto di tipo gerarchico e riguarda l’applicazione di leggi e di i regolamenti. La rendicontazione orizzontale presuppone relazioni non gerarchiche perché richiede che le scuole e gli insegnanti coinvolgano molteplici attori nelle loro decisioni.

 

Nel documento si spezza una lancia a favore della rendicontazione di tipo orizzontale che però va intesa non tanto il modo ristretto ma piuttosto in modo esteso, ossia multiplo. Infatti nell’articolo si parla di "multiple accountability". Di cosa si tratta?

 

La rendicontazione multipla è quella che non si limita soltanto a mettere in evidenza le responsabilità della scuola dal punto di vista degli apprendimenti in talune discipline ma è quella che presta attenzione allo sviluppo di altre competenze come la socializzazione, l’inclusione, il rispetto del prossimo, lo sviluppo personale, cioè di un insieme di aspetti che spesso sono trascurati nelle relazioni di accountability fornite dalle scuole. Si è infatti potuto constatare la presenza di una serie di effetti che l’autore definisce come non voluti della rendicontazione imperniata sulle prestazioni come per esempio:

 

  • L’impoverimento dei programmi di insegnamento come effetto di pratiche miranti a insegnare come riuscire nelle prove strutturate ( " teaching to test");
  • L’impoverimento dei programmi di insegnamento per concentrarsi soprattutto sugli aspetti che sono oggetto di valutazione;
  • L’accentuazione delle debolezze e delle insufficienze degli studenti invece che la promozione delle loro qualità;
  • La riduzione della qualità del corpo insegnante che perde gli specialisti formati per aiutare gli studenti più deboli.

 

 

Questi effetti sono più che probabili quanto maggiori sono le aspettative e le pressioni esercitate sui dirigenti , sugli insegnanti, ed in questi casi ra rendicontazione finisce per perdere una gran parte del proprio colore.

 

In taluni sistemi scolastici, specialmente in Danimarca, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito in questi ultimi decenni ci sono fatti passi importanti verso l’adozione di una rendicontazione multipla con effetti positivi.E’ dunque in questa direzione che si dovrebbe andare.

 

 

 

 

 

Les documents de l'article

accountability_OECD.pdf