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Il vice-direttore della Direzione dell’educazione (sarebbe più corretto dire degli "affari scolastici") all’OCSE, Andreas Schleicher, ha rilasciato un’intervista alla Fondazione Pearson , che ha tra l’altro ottenuto un grosso contratto con l’OCSE per svolgere una parte dell’indagine PISA, diretta sin dagli inizi da Schleicher che l’ha impostata e guidata per quindici anni, dal 1997, anno in cui fu decisa, fino al 2012, anno della prima ripetizione dell’indagine sulla cultura scientifica dei quindicenni. Forse la dirige tuttora ma siccome l’OCSE è un ente opaco, si conosce ben poco di quanto succede al suo interno nonostante una presenza assai attiva nelle reti sociali.

 

Va riconosciuta a Schleicher una grande competenza e abilità ad impostare un’indagine valutativa internazionale di tipo nuovo. Nessuno prima di lui era stato in grado di svolgere ogni tre anni un’indagine internazionale, di pubblicare i risultati un anno dopo la somministrazione dei test e dei questionari, e di preparare relazioni corpose, informative. Schleicher ha guidato con maestria una compagine internazionale di esperti ed è riuscito a vincere le reticenze, la prudenza che regnano nelle cerchie della ricerca scientifica per tenere un ritmo triennale d’indagini su vasta scala. Tutto questo immane lavoro ha avuto il pregio di fornire ai dirigenti politici di mezzo mondo o della parte del mondo che produce la maggior parte della ricchezza informazioni attendibili e comparabibili sull’efficacia dei sistemi scolastici con il risultato d’attirare l’attenzione dei media e per finire anche degli insegnanti.

 

Schleicher è all’OCSE dal 1995 e vi ha fatto carriera. Una promozione dopo l’altra ed è arrivato ad occupare il posto di consigliere speciale per le politiche scolastiche del segretario generale [1] di un’organizzazione prevalentemente economica, ed ora è il vice-direttore della Direzione dell’educazione. Siccome il capo di questa direzione , la signora Barbara Ichinger, è di nazionalità tedesca come lo è Andreas Schleicher è probabile che dietro le quinte ci siano operazioni piuttosto ambigue e si può pronosticare una prossima promozione di Schleicher.

Le idee dei Schleicher sulla scuola contano ed è quindi utile gettare un’occhiata a quest’intervista. Che cosa ha appreso Schleicher negli anni passati all’OCSE ?

  1. Che nell’economia globale ciò che conta per le politiche scolastiche, il punto di riferimento e di confronto, non sono gli standard nazionali o i progressi locali ma il fatto di essere sul piano internazionale un sistema scolastico competitivo ;
  2. Le competenze che sono più facile da insegnare e da misurare (testare) sono anche quelle che sono le più facili da digitalizzare, automatizzare e dare in appalto per il trattamento dei dati e per le analisi ad enti esterni alla scuola ;
  3. La deprivazione non è fatale. L’equità nel campo dell’istruzione è anche la chiave della mobilità sociale e della democratizzazione della conoscenza ;
  4. L’istruzione moderna ha come obiettivo l’autonomia professionale inserita in una cultura di partenariato ;
  5. Non esiste un futuro senza investire nell’istruzione.

[1] L’attuale segretario Generale è un messicano, Angel Gurría, che è stato sponsorizzato dagli Stati Uniti