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Il sistema scolastico belga

Il Belgio non è l’Italia. Dapprima è un piccolo paese con 10 milioni di abitanti; poi è un paese diviso con due virulenti comunità linguistiche che non si intendono [1]. La Comunità francofona ruota attorno a Liegi ed è piuttosto povera, mentre quella fiamminga ruota attorno ad Anversa ed al contrario è alquanto opulenta. Per questa ragione i fiamminghi vogliono separarsi dai francofoni e il Paese corre il rischio dell’implosione.

Il Paese è privo di un governo da svariati mesi e continua con un governo provvisorio. Non esiste un solo sistema scolastico, ma ogni comunità ha il suo con il suo ministro dell’educazione. Fino ad una quindicina di anni fa nn esisteva nemmeno un servizio statistico nazionale. Ogni comunità linguistica aveva le sue proprie statistiche. Ovviamente non esiste un sistema nazionale di valutazione che è del tutto impensabile e improponibile al momento, ma le comunità linguistiche hanno i loro enti di valutazione che sono di solito ripartiti tra le università e che sono eccellenti. 

Inoltre accanto alla scuola pubblica esiste un florido e prestigioso settore privato, prevalentemente cattolico, fortemente finanziato dallo Stato. Quindi il quadro scolastico belga è molto diverso da quello italiano, non è comparabile nei dettagli. Lo è nei risultati scolastici che nel Belgio sono migliori ma ci si può chiedere se questo esito sia da imputare o meno alle dimensioni del Paese e alle divisioni che lo squarciano.

Infine esiste nel Belgio una forte tradizione di ricerca scientifica sulla scuola di livello mondiale. Ricercatori belgi sono noti ovunque e i poli universitari di ricerca sulla scuola sono eccellenti. Per esempio, il Laboratorio di pedagogia sperimentale dell’Università di Liegi è presente nel gruppo scientifico che programma, dirige, analizza l’indagine PISA mentre invece l’Italia ha un ruolo subalterno ed è per ora nel gruppo che esegue quanto deciso da altri.

Il Belgio francofono ha applicato su vasta scala la pedagogia delle competenze e il quasi mercato scolastico, mettendo in concorrenza tra loro le scuole, sia quelle statali che quelle paritarie nonché i due settori (si usa qui una terminologia italiana). I risultati di questa politica sono ampiamente documentati in numerosi articoli scientifici e non sono in genere brillanti.

 

La politica del personale insegnante: il prepensionamento

il governo della comunità francofona intendeva ritardare l’età dell’andata in pensione degli insegnanti. Il pensionamento a tempo pieno degli insegnanti anziani non sarebbe potuto avvenire prima dell’età di 58 anni. Il sindacato degli insegnanti si è opposto a questo provvedimento e nei negoziati ha chiesto in compenso la possibilità di anticipare il pensionamento parziale di un anno, portandolo da 54 a 53 anni. Questo leggero miglioramento sarebbe stato compensato con ore di tutorato presso insegnanti neofiti

Questa operazione sarebbe stata finanziata dal ministero francofono dell’educazione con una somma di 10 milioni di euro. Un premio di fine anno pari € 60 supplementari è stato previsto per il 2011 e il 2012.

L’accordo con i sindacati rappresenta un supplemento finanziario di 10 milioni di euro destinati alla formazione e al pagamento delle ore di tutorato a coloro che richiedono un pensionamento anticipato, mentre per i compensi salariali di fine anno si stanziano 13,5 milioni di euro.

Con questo accordo, gli insegnanti del Belgio andranno in pensione a tempo pieno un po’ più tardi (a 58 anni) come auspicava il governo ma in compenso otterranno un duplice aumento dello stipendio: quello del premio a pioggia di fine anno e quello della retribuzione delle ore di tutorato per coloro che richiedono il prepensionamento, il quale potrà intervenire a decorrere dai 53 anni e non più dai 54. 

L’accordo con il ministro dell’insegnamento superiore Marie-Dominique Simonet

I sindacati degli insegnanti è il governo della comunità francofona del Belgio si sono accordati il 16 marzo dopo un giorno di sciopero il 15 marzo su una soluzione che soddisfa le parti in causa. Gli insegnanti potranno andare in pensione con il massimo della pensione a 58 anni ma potranno anche fruire di un regime di prepensionamento a partire da 53 anni e non più da soli 55 anni come prima. Inoltre in questi due anni guadagnati di prepensionamento gli insegnanti potranno svolgere ore di tutorato retribuite con gli insegnanti neofiti. In totale, l’aumento dello stipendio sarà di circa lo 0,5%. Non è granché, ma il compromesso era allettante ed ha ottenuto l’adesione dei sindacati.

I sindacati beneficeranno ora di tre settimane di tempo per consultare il loro affiliati. In caso di accordo della base, il nuovo contratto di lavoro potrà essere sottoscritto prima delle vacanze pasquali. Le risorse stanziate dal governo rappresentano sono pari allo 0,5% della massa salariale.

 

[1] Esiste anche una comunità germanofona che è però fin qui tranquilla e poi esiste lo spinoso problema di Bruxelles dove le due principali comunità si affrontano e sono mescolate