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 Ancora una volta l’OCSE ed in particolare la sezione che si occupa dell’indagine PISA si lancia in una esercizio particolarmente rischioso: quello di sfruttare I dati dell’indagine PISA per estrapolare conclusioni azzardate e sorprendenti. Nel blog di oggi « educationtoday » si comparano I risultati conseguiti nell’indagine Pisa del 2000 e del 2003 con I risultati conseguiti 10 anni dopo dagli studenti ormai diventati adulti conseguiti nel test dell’indagine PIAAC di cui abbiamo parlato in questo sito.( cliccare qui)

 

 

Nel blog si afferma che gli studenti che avevano te conseguito punteggi elevati nei testi PISA nel 2000 e 2003 hanno ripetuto ll’exploit 10 anni dopo quando avevano 25 anni. Ciò non è affatto una sorpresa. Anche il buon senso suggerisce una simile conclusione ma questa volta ci sono prove documentate e quindi l’affermazione non è frutto di speculazioni. In ogni modo sii poteva benissimo supporre che gli studenti bravi a 15 anni abbiano nella stragrande maggioranza svolto studi esigenti o impegnativi e quindi casi poteva aspettare che coneguissero punteggi elevati anche nel corso dell’indagine sulle competenze della popolazione adulta 10 anni dopo. L’OCSE però ha deciso di farne un libro di 322 pagine pubblicato in questi giorni sotto la responsabilità del segretario generale intitolato "Knowledge and Skills for Life, First Results from PISA 2000" che esiste anche in francese ( Connaissances et compétences : des atouts pour la vie.Premiers résultats de PISA 2000) ed in tedesco.

 

Fa strano vedere che l’OCSE compari punteggi conseguiti in un’indagine svolta tra i quindicenni nelle scuole con i punteggi in un test concepito per la popolazione adulta, conseguiti in un’indagine svolta con una metodologia del tutto diversa . Per eseguire questo esercizio PISA ha raggruppato esperti della valutazione su ampia scala dell’indagine PISA e esperti della valutazione su ampia scala della popolazione adulta. In fondo sono sempre le stesse persone che si ritrovano, gli stessi gruppi di ricerca che di sicuro non lavorano gratuitamente per l’ OCSE.

 

I problemi tecnici di una analisi del genere non sono indifferenti ma è un buona cosa porre il problema e per i responsabili dell’indagine PISA occupare il terreno. Loro sono i primi a svolgere questo tipo di salto mortale. Ci vorrebbero pero`specialisti e persone competenti in statistica che non appartengono al clan PISA per discutere la pertinenza di queste proiezioni.

 

In ogni modo, nel blog dell’OCSE che si riporta nella sua integralità in inglese qui sotto, si afferma che l’Italia con la Spagna è uno dei sistemi nei quali 10 anni dopo l’indagine P ISA i giovani adulti conseguono nelle prove di cultura matematica e di comprensione di testi scritti punteggi nettamente inferiori alla media OCSE mentre 10 anni prima la media dei punteggi dello stesso campione era simile o quasi simile alla mediaOCSE. C’è stata quindi una degradazione in un decennio. Ancora una volta si ha un segnale indicante che qualcosa non va nel mondo Italiano. Ci si può interrogare se il difetto risiede in quel che si insegna a scuola e nel modo con il quale il curricolo ufficiale è insegnato oppure nelle competenze sviluppate nelle scuole oppure nell’ambiente culturale generale del paese. A questi dubbi le risposte non possono essere date che da indagini svolte in Italia.

 

Riassunto del volume proposto dall’OCSE in francese 

 

 

Cet ouvrage évalue dans quelle mesure les élèves en fin de scolarité obligatoire ont acquis les connaissances et les compétences indispensables pour participer pleinement à la vie en société. Il présente des données sur les compétences des élèves en compréhension de l’écrit ainsi qu’en culture mathématique et scientifique, met en lumière les facteurs qui influencent le développement de ces compétences - tant à l’école qu’à la maison - et en analyse les implications pour les politiques. Le rapport révèle une variation sensible du niveau de compétence entre élèves, entre établissements et entre pays. Il montre aussi que l’impact du milieu socio-économique des élèves et des établissements sur les performances des élèves est très différent selon les pays.

 

Abstract drafted by OECD in English

 

 

Knowledge and Skills for Life assesses how far students near the end of compulsory education (15-year-olds) have acquired some of the knowledge and skills that are essential for full participation in society. It presents evidence on student performance in reading, mathematical and scientific literacy, reveals factors that influence the development of these skills at home and at school, and examines what the implications are for policy development. 

 

The report shows considerable variation in levels of knowledge and skills between students, schools and countries. The extent to which the socio-economic background of students and schools affects student performance varies. Some countries have managed to mitigate the influence of social background and some have done that while achieving a high overall mean performance.

 

 

 

Il blog

 

What PISA can – and can’t – tell us about adults’ skills

 
by Marilyn Achiron
Editor, Directorate for Education and Skills

 

Can PISA results predict the quality of a country’s labour force one decade later? To find out, we compared some of the results from the PISA 2000  and PISA 2003 tests with results from the 2012 Survey of Adult Skills (a product of the OECD Programme for the International Assessment of Adult Competencies, or PIAAC). As we explain in this month’s PISA in Focus, we found that those countries where 15-year-old students achieved high scores in PISA were also the countries whose populations of young adults scored at high levels of proficiency in literacy and numeracy a decade after they had participated in PISA.

 

While, in general, countries tend to maintain the same level of performance in literacy and numeracy as they had achieved in reading and mathematics a decade earlier, PISA results don’t tell the whole story. For example, in Ireland, 15-year-olds performed well above the average score in reading in PISA 2000, but the same cohort scored below average in the Survey of Adult Skills 12 years later. In Italy and Spain, 15-year-olds scored close to the average in reading in PISA 2000, but the same cohort scored well below average in literacy in the 2012 adult survey.

These results tell us that, not only is it important to give all students an opportunity to achieve at high levels during compulsory education, but that the skills acquired in school have to be used later on, or else they’ll be lost (Learning beyond Fifteen: Ten Years after PISAOECD Skills Strategy). That means that adult education and training systems, employers and labour market policies all have a role to play in making sure that the skills available in a country are used effectively, and in improving the proficiency of those young people who leave school before they have acquired basic skills in literacy and numeracy – which are now a pre-requisite for enjoying full participation in 21st-century societies.


Links:
PISA 2012 Findings
PISA in Focus No. 45: Do Countries with High Mean Performance in PISA Maintain their Lead as Students Age?
PISA in Focus No. 45: (French version)
For more on OECD work on skills go to: http://skills.oecd.org/