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Dopo avere mandato al macero la Becta, l’agenzia per le TIC, il nuovo governo inglese continua a fare pulizia con l’argomento della manovra finanziaria e spazza via anche la QCDA, l’agenzia per le competenze, i curricoli e i test.

 

L’informazione è diffusa dal servizio educazione della BBC in un articolo del 27 maggio 2010. Il nuovo ministro dell’educazione Michael Gove ha confermato che l’agenzia QCDA dovrà chiudere i battenti nel corso dell’anno. L’agenzia si era fatto un nome per l’attenzione riservata alla procedura di elaborazione dei curricoli nazionali (un’assoluta novità in Inghilterra) basta su una reale interazione con gli insegnanti che potevano rivolgersi ad ogni momento all’agenzia. Per altro, sintomatica è la creazione di un’agenzia specializzata nell’ambito dello sviluppo dei curricoli e delle competenze. Logicamente è a questa agenzia che sono state attribuite le responsabilità per costruire i test nazionali. Gli item dei test non possono essere scelti a casaccio ma devono necessariamente essere connessi con il curriculum. 

Il ministro ha indicato che qualsiasi attività nel settore dei curricoli e delle competenze dovrà cessare immediatamente mentre invece continuerà il lavoro dell’agenzia nel campo della costruzione dei test nazionali e della somministrazione degli esami fin quando questi compiti saranno trasferiti altrove. Il risparmio globale della chiusura ammonta a 8 milioni di lire sterline.

L’agenzia per lo sviluppo delle qualifiche dei curricoli è stata creata dal governo laburista precedente per sviluppare il corpo nazionale e per somministrare il test. Durante la campagna elettorale sia il futuro primo ministro David Cameron che il futuro ministro dell’educazione Michael Gove avevano annunciato l’intenzione di chiudere l’agenzia QCDA perché la sua funzione non corrisponde va più agli indirizzi della politica scolastica del nuovo governo. La chiusura dell’agenzia QCDA giunge a proposito come il formaggio sui maccheroni perché permette di contribuire alla manovra finanziaria in atto che tende a ridurre la spesa pubblica.

L’annuncio era atteso in Inghilterra ed è stato ritardato soltanto per una clausola giuridica. Infatti si è avverato che il governo non può puramente e semplicemente smantellare l’agenzia senza una legge. Il ministro dell’educazione Michael Gove ha annunciato che la legge che legittima la chiusura dell’agenzia sarà pronta entro l’autunno.

Il cambiamento di governo e di maggioranza politica in Inghilterra ha quindi ricadute pesantissime sull’impianto di supporto delle scuole e di innovazione pedagogica che era stato sviluppato dai governi laboristi. Quali saranno le ripercussioni di questo giro di vite è però impossibile dirlo. Occorrerà aspettare alcuni mesi per capire quali saranno le conseguenze di queste scelte sul funzionamento della scuola in Inghilterra. Gli esiti di queste riforme sulla qualità del sistema scolastico e sui livelli di istruzione dipenderanno in gran parte dalle soluzioni alternative che il nuovo governo propugnerà. In ogni modo , questo è un esempio di politica scolastica radicale che non esita a prendere misure drastiche dalla mattina alla sera e a cambiare abitudini consolidate, a chiudere servizi noti per la loro qualità, a ribaltare centri di potere ed a spostare sul territorio migliaia di impiegati e di dirigenti. Questo modo di procedere radicale è del tutto inabituale nel mondo latino, per non dire inconcepibile, dove si negozia al dettaglio, per ore e ore, qualsiasi minuscola modifica.