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 Le regioni acquistano potere

 

Lo scorso anno in Francia si è realizzata una riforma amministrativa rilevante: il numero delle regioni è stato pressapoco dimezzato, si sono create nuove regioni, più grandi di quelle precedenti e si sono assegnate alle regioni nuove responsabilità. Questa riforma riguarda anche il servizio scolastico statale e l’impianto del sistema scolastico. L’Associazione delle Regioni di Francia (Acronimo ARF) giudica positivamente questa riforma territoriale voluta dal presidente Hollande. Tra i nuovi compiti che saranno assegnati a queste mega-regioni ci sarà anche quello della gestione e della guida della scuola media che in Francia è di quattro anni. Per ora però si inizia giustamente dalla formazione professionale. Si fa cioè quello che non si è osato fare in Italia, attaccare la decentralizzazione nel settore della formazione professionale.

Poco per volta il sistema scolastico francese diventa decentralizzato. Lo è già di più di quello italiano. La strategia politica che guida la riforma francese è quella della vicinanza dei centri decisionali agli istituti scolastici. Questa è una filosofia del tutto diversa da quella italiana dove è assente una vera e propria cultura della decentralizzazione scolastica.

 

Ruolo delle regioni nella politica scolastica

 

Attualmente le regioni francesi spendono 6 miliardi di euro all’anno per la politica scolastica, dei quali 2,5miliardi per gli investimenti ( le spese in capitale). Questa somma cresce molto rapidamente. Nel 2006 le regioni spendevano per la scuola 4,1 miliardi all’anno. In media ogni regione consacra 2465 euro per liceo ( non molto). Ci sono regioni che hanno optato per massicci investimenti nel settore informatico che era una pista aperta all’azione regionale perché l’amministrazione centrale a Parigi era in ritardo su questo terreno e tentennava non sapendo come prendere in mano questa dimensione. Nei licei talune regioni hanno una media di 2,6 studenti per computer mentre nei licei professionali questa media è di 2 studenti per computer. 

 

Effetti della riforma territoriale

 

Secondo l’Associazione delle Regioni di Francia la riforma accresce notevolmente le competenze regionali nel campo scolastico. Le regioni dovrebbero ricuperare le competenze dei dipartimenti [1] per la scuola media mentre hanno già la responsabilità per la formazione professionale, l’orientamento scolastico e professionale, i licei, le università, le politiche per i giovani. Inoltre, le regioni recupererebbero le competenze dei dipartimenti in materia di informatica scolastica nonché tutta una serie di altre competenze che è qui inutile enumerare.

 

 

Stabilità dell’apparato politico-amministrativo

 

 

La decentralizzazione scolastica alla francese avanza con grande cautela ma evolve. Non c’è stagnazione. Questa è una nuova strategia. La ripartizione vigente delle competenze tra lo Stato e le regioni non dovrebbe essere modificata anche perché per il momento le regioni non lo rivendicano. Il recupero della responsabilità per la scuola media permetterà alle regioni di estendere le proprie competenze in materia di orientamento. Le regioni però auspicano un cambiamento radicale dei comportamenti dell’amministrazione statale che dovrebbe concentrarsi sulle sue missioni principali.

 

 

Critiche sindacali

 

 

 

Secondo i sindacati, l’impatto della riforma territoriale sugli istituti scolastici dovrebbe essere minimo. Se si rispetta il principio della prossimità, le scuole non potranno essere dirette dalla capitale regionale. Occorrerà creare cinghie di trasmissione apposite, quindi probabilmente passare per i dipartimenti e le collettività locali che sono un insieme di comuni. In Francia per ora non si fanno fusioni comunali come invece si realizzano su vasta scala nella Svizzera alpina. Per coinvolgere I responsabili politici locali è indispensabile attuare un rapporto di fiducia con loro. In ogni modo, I sindacati ritengono che non si faranno molte economie. L’intrico di competenze tra Stato centrale e collettività regionali è tale che dovrebbe riprodursi perché è impossibile allo stato attuale districarlo e semplificare la situazione.

 

 

[1] I dipartimenti francesi sono 100 e sono stati creati da Napoleone. Si parla di smantellarli ma le opposizioni a questo riguardo sono vivaci