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La riduzione della dimensione delle classi per migliorare l’istruzione degli allievi in difficoltà e di quelli che abitano nelle zone di educazione prioritaria si è rivelata un fallimento, secondo una relazione del ministero dell’istruzione pubblica redatto da ispettori scolastici e passato al vaglio di una commissione parlamentare. Troppo costosa, risultati scarsi. Lo rivela un documento del parlamento francese ( ovviamente in lingua francese) che si trova cliccando qui.

Il supporto al posto della riduzione della dimensione delle classi

Lo si sapeva da tempo. Ora esistono le prove. Il documento raccomanda un’altra strategia : potenziare il supporto agli insegnanti che operano in aree difficili o che hanno studenti molto problematici, tanto più che la maggioranza degli insegnanti assegnati a queste aree sono giovani alle prime armi, poco sperimentati. L’entusiasmo non basta. La chiave per salvare il salvabile, fermo restando la riproduzione del sistema scolastico vigente, risiederebbe dunque nel supporto.

Non si tratta di una banalità. l’impianto attuato dai governi precedenti riguarda 1,7 milioni di alunni dalla scuola primaria all’insegnamento secondario di secondo grado ( il 18% nella scuola primaria, il 20% nella scuola media e il 2% nei licei), ossia uno studente su 5. Mica male come sintomo del fallimento di una strategia e di un sistema d’istruzione e formazione pubblico. Per altro, come ci si poteva attendere, certi istituti scolastici che avrebbero dovuto beneficiare di questo aiuto ne sono esclusi mentre altri che non ne avrebbero bisogno ne approfittano. Tutto ciò non sorprende l’analista del sistema scolastico. Questa è un’altra prova del disfunzionamento del sistema scolastico pubblico.

L’effetto dimensione delle classi

Questa è stato uno dei provvedimenti centrali, rivendicati dagli insegnanti , dai sindacati, dalla popolazione. Orbene, il divario della dimensione delle classi tra scuole che beneficiano del programma speciale di aiuto e scuole che si possono chiamare "normali" è minimo. L’effetto della riduzione della dimensione delle classi è del tutto marginale. Tutte le indagini dimostrano che per ottenere un effetto la riduzione della dimensione delle classi deve essere molto rilevante, almeno meno di 10 alunni per classe nella scuola primaria , e che l’effetto è solo a corta scadenza ma a lunga scadenza l’effetto è nullo o per lo meno , per essere precisi, è molto più difficile da dimostrare.

Uno slogan ingannevole

La strategia francese è stata etichettata con lo slogan : più maestri che classi. Non funziona, tranne su un punto, secondo il documento : un numero maggiore di insegnanti nelle scuole inciterebbe a lavorare in gruppo, ridurrebbe l’isolazionismo degli insegnanti, il loro individualismo, ma anche questa prospettiva resta da essere dimostrata. A questo punto entrerebbero in azione i dirigenti. Spetta alla loro bravura o alla loro insipienza valorizzare un’occasione simile, ma tutto ciò non è davvero semplice.

Critica

Il documento è molto criticato in un blog del quotidiano informatico "Mediapart" intitolato "Une insuffisance préjudiciable dans le diagnostic de la politique d’éducation prioritaire". Il blog è in francese e il commento lo si può scaricare cliccando qui.