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Nel blog dell’OCSE dedicato all’istruzione il direttore del dipartimento dell’educazione Andreas Schleicher ha pubblicato il 14 aprile scorso un post nel quale si dilunga sull’importanza del livello di cultura di base, che in inglese si chiama "literacy’ , della popolazione adulta per lo sviluppo economico. Schleicher usa beninteso i dati raccolti con l’indagine PIAAC effettuata nel 2012 di cui si e’ parlato in questa sede ed alla quale ha partecipato anche l’Italia. Schleicher pubblica la tabella seguente che si riproduce qui in inglese: 

 

Il grafico fornisce i dati del livello di literacy per la popolazione dai 16 ai 65 anni e per vari gradi di competenza. I 65enni nel 2012 sono nati nel 1947 e sono andati a scuola in maggioranza a sei anni , ossia nel 1953. Non hanno avuto modo in Italia di frequentare la scuola media unica. In ogni modo dov’e’ l’Italia? All’ultimo posto , in fondo al grafico. Non e’ una bella figura. La maggioranza di questi adulti non ha avuto nemmeno la possibilità’ di una formazione ulteriore postscolastica che permettesse di compensare le lacune o le debolezze della formazione iniziale. Ma i giovani del campione? Costoro hanno frequentato la scuola contemporanea, la media unica, eppure non brillano, non compensano le carenze delle persone più’ in eta’.Cosa hanno appreso a scuola?Per informazioni dettagliate sul campione italiano ci si puo’ documentare leggendo il documento dell’ISFOL che in italia ha pilotato l’indagine [1]. Per le considerazioni di Schleicher si rinvia al suo post in inglese che si puo’ consultare cliccando qui..

[1] L’Isfol ha un sito dedicato a PIAAC al quale si puo’ accedere cliccando qui. Vi si trovano tutte le informazioni riguardanti la partecipazione dell’Italia nonche’ quelle sull’indagine PIAAC