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L’UNESCO da sola non ce la fa più a predicare la buona parola, ossia a difendere l’espansione dell’apparato scolastico statale , a promuovere la mondializzazione dell’istruzione scolastica. Del resto non solo l’UNESCO non tiene il passo, ma nemmeno i paesi. Si pensi a quanto succede nel Mali, in Irak, in Guinea Bissau per esempio. Dal dire al fare c’è di mezzo il mare. Per perseverare con le proprie convinzioni l’UNESCO ha operato un’alleanza di esperti. L’Istituto di statistica dell’UNESCO (IUS) che fu trasferito per essere indipendente una decina di anni fa da Parigi a Montreal grazie anche a un bel regalo del Canada, si è alleato con il Brookings Institute di Washington dove è sorto un Centro per l’educazione universale (CUE), Centro che probabilmente riceve dall’UNESCO [1] una bella valanga di soldi. I due enti organizzano incontri internazionali di esperti per promuovere la mondializzazione dell’istruzione. Nobile intento infatti. Chi potrebbe opporsi ? 

I due enti hanno appena pubblicato un opuscolo ( la sintesi di 22 pagine in inglese la si trova cliccando qui mentre l’opuscolo di 122 pagine in inglese lo si trova cliccando qui).

 

"Toward Universal Learning : A Global Framework for Measuring Learning" è il secondo di una serie di tre documenti il cui centro è il tema della valutazione dei progressi dell’istruzione. L’Istituto dell’UNESCO riceve i dati statistici sull’istruzione dall’OCSE ma deve occuparsi di ottenerne di simili dai paesi non membri dell’OCSE, il che è un altro paio di maniche. Quindi si organizzano riunioni di esperti per vedere come fare, per accertare la comparabilità dei dati perché i governi che finanziano, soprattutto i governi più ricchi come per esempio gli USA o il Giappone esigono prove, informazioni certe prime di allentare i cordoni della borsa. 

 

I due enti tentano di creare un gruppo di pressione per fare in modo che dopo il 2015 l’istruzione diventi un obiettivo strategico dello sviluppo. Per maggiori informazioni su questa operazione si clicchi qui. E’ dal 1990 che si tenta di rendere universale l’istruzione scolastica. All’inizio era coinvolta anche la Banca Mondiale ma ora questa istituzione è sparita dai documenti. Forse segue un’altra via. Occorrerebbe seguire la produzione e le decisioni della Banca Mondiale per saperne di più.

[1] E da fondazioni USA nonché da Dubai