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Dall’’indagine di Tuttoscuola 2011 (“2° Rapporto sulla qualità nella scuola”, presentato da Tuttoscuola il 5 maggio a Roma).

Un dato eloquente : la dispersione scolastica nel biennio dopo la terza media cresce invece di diminuisce. Le cause? Forse nausea della scuola, impotenza degli insegnanti lasciati soli, programmi sballati : tutto si coniuga in un circolo vizioso ineluttabile. Ipotesi da verificare in ogni modo.

Altro che diritto allo studio fino ai 18 anni. In Campania uno studente su cinque smette di formarsi. Nel Nord-Ovest la media della dispersione scolastica è superiore a quella del Sud. Trascriviamo il commento di "Tuttoscuola" :

"Ma è analizzando i dati del primo biennio delle superiori (cioè relativi agli studenti che hanno iniziato un nuovo quinquennio rispetto a quello prima misurato) che salta fuori un trend inaspettato. La dispersione dopo i primi due anni delle superiori è in controtendenza, essendo aumentata tra il 2007 e il 2010 di oltre un punto percentuale, lasciando prevedere possibili innalzamenti dei livelli finali di dispersione al termine dell’intero quinquennio.

Vediamo i dati. Alla fine del 2007 avevano abbandonato dopo il biennio in 95 mila, pari al 15,4%, mentre a fine 2010 i dispersi dopo il biennio delle superiori sono stati 103 mila, pari al 16,7%. E ciò è avvenuto nonostante sia stato nel frattempo introdotto il nuovo obbligo scolastico relativo, appunto, ai primi due anni delle superiori. L’aumento è su tutti i tipi di scuola : licei (dall’11 all’11,4%), tecnici (dal 15 al 16,6%), professionali (dal 22,3 al 24%)".

C’è quindi un segnale che la “piaga” della dispersione scolastica abbia ripreso ad allargarsi, almeno al termine dei primi due anni dopo la licenza media. E dove sta aumentando ? Dappertutto (a partire dal Nord), meno che al Sud, dove alla fine del biennio si è ridotta dal 16,7 al 16,2%. Per Regione : è aumentata in Lombardia (+0,4%), Piemonte (+2,6%), Liguria (+3,4%), Emilia Romagna (+2,6%), Veneto e Friuli Venezia Giulia (+1,6%), in tutte le Regioni del Centro (+1,5% in media), nonché in Sicilia (+1,3%) e Sardegna (con un macroscopico +10,4%, passando dal 14,3 al 24,7%). Dove invece è diminuita ? In Calabria (-0,9%), in Basilicata (-1,3%) e in Puglia (-1,4%). Cioè in tutte le Regioni del Mezzogiorno, esclusa la Campania in cui è rimasta attestata ad un preoccupante 20%, ma comunque nell’analisi del trend non è in aumento."