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Il sito francese l’Expresso pubblica i risultati di un’indagine sulle relazioni tra scuole e famiglie svolta in Francia nel 2013 da George Fotinos dell’Osservatorio Internazionale sulla violenza scolastica. Fotinos ha intervistato 3300 direttori di scuola e 1885 persone attive tra il personale scolastico. Non si dice nel documento se questo ampio campione sia rappresentativo o meno dei direttori ( o dirigenti scolastici come si direbbe in Italia) e degli amministratori della scuola ( contabili, segretarie, personale ATA, ecc.). 

Le risposte ricevute confermano la presenza di una profonda frattura tra scuola e società, per essere più precisi tra scuole e famiglie. Un altro segnale della crisi del sistema scolastico che non è più all’altezza dei tempi. L’impostazione dell’apparato scolastico vacilla.

Anche nelle reti sociali come per esempio Facebook e nei gruppi italiani di insegnanti si leggono sovente testimonianze di insegnanti offesi, insultati da genitori. Il problema dunque non è solo francese ma è probabilmente generale anche se mancano indicatori comparati che forniscono informazioni su questo fenomeno. Le scuole non amano fornirle e le amministrazioni scolastiche le censurano. 

Gli insegnanti non sono più rispettati come un tempo. Ciò è ormai noto e comprovato. I genitori diventano aggressivi nei loro confronti, li contestano, ne discutono le scelte didattiche. Il concetto di autorità è crollato. Nelle famiglie non si inculca più ai figli l’ubbidienza cieca e la subordinazione agli insegnanti che sono spesso criticati apertamente. Le famiglie o i genitori nelle famiglie ricomposte non affidano più ad occhi chiusi i figli agli insegnanti. La muraglia che separava scuole e famiglie si è incrinata. I tentativi per ricostruirla sono destinati a fallire. Il sistema scolastico deve cambiare regime pena un aggravamento delle proteste e delle aggressioni verbali, fisiche, giuridiche.

Nella maggioranza dei casi le scuole non hanno problemi. Ci sono anche casi di collaborazione armoniosa ed efficace tra scuole e genitori , di dirigenti che inventano soluzioni efficaci, di personale scolastico brillante. Sono una minoranza. Varrebbe la pensa conoscerli meglio ma spesso gli attori preferiscono l’anonimato per non essere disturbati dalla burocrazia scolastica.