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Le politiche centralistiche non funzionano. Ennesimo esempio nel caso francese. Da dieci anni a questa parte il ministero francese dell’istruzione spende e spande per le nuove tecnologie dell’istruzione nella scuola. Nonostante i proclami, le attrezzature acquistate, le promesse, nulla è cambiato. La scuola è come prima. La didattica in gran parte è rimasta quella di un tempo. Gli studenti usano le TIC come e quando vogliono, fuori dalla scuola, tra compagni, in casa e irridono gli insegnanti. Pochissimi tra questi se la cavano. Questa è la constatazione di un congresso che si è svolto in Francia chiamato Ludovia organizzato dagli insegnanti impegnati nelle nuove tecnologie, che credono alla possibilità di mutare e migliorare la scuola con le nuove tecnologie.

Stagnazione

Il pessimismo regna : pochi passi avanti. Si ripetono le stesse promesse anno dopo anno. I modi di insegnare non sono cambiati per la stragrande maggioranza degli insegnanti. Cosa succederà tra dieci anni ?

Forse è un bene che sia così. La stagnazione avrà come effetto il disinteresse generalizzato per la scuola. Ma purtroppo genererà anche diseguaglianze maggiori nell’istruzione. La situazione è triste.

I pionieri

Un cambiamento c’è stato : i pionieri delle TIC tra gli insegnanti non sono più visti come bestie rare, non sono più una minoranza sparuta. Ma questo non basta come non basta l’abbondanza di apparecchiature, di strumenti , di schermi, di LIM. Ci vuole dell’altro. Cosa ? Una scuola diversa, mentalità differenti, una formazione degli insegnanti di nuovo tipo, organizzazioni interne alle scuole di genere alternativo, programmi scolastici diversi, manuali informatici inediti. Ci vuole insomma coraggio e autonomia per non più attribuire la priorità all’insegnamento. 

Cave canem

I tentativi dei sistemi scolastici statali per evirare le TIC , per privarle delle loro potenzialità dal punto di vista dell’apprendimento continueranno. Inutile illudersi. Ma questi tentativi falliscono e presto o tardi i sistemi scolastici non saranno più in grado di dominare la popolazione scolastica. Il crollo dell’impero scolastico sarà inevitabile quando i sistemi scolastici avranno esaurito le loro armi. Per ora le scuole sono state riempite di computer, tavolette, lavagne interattive, ma le scuole sono rimaste quelle di un tempo, strutturate in classi. Le prossime mosse ? Probabilmente la comparsa nel mercato scolastico di manuali informatici grazie all’alleanza con gli editori scolastici. Poi si vedrà. In ogni modo vale la pena diffidare dei proclami delle autorità scolastiche, delle pseudo indagini. Tutto serve a ritardare il tracollo. Adesso si decanteranno con elogi senza fine i sacrifici fatti per attrezzare le scuole. Questo non è che il primo passo. Ce ne saranno altri ma sarà opportuno diffidare dei proclami, delle avventure, raccogliere prove a medio e a lungo termine, capire cosa deve mutare e come cambiare.