Version imprimable de cet article Version imprimable

In un’intervista nell’edizione del 3 settembre 2007 concessa al quotidiano francese Libération, di orientamento di centro-sinistra, il presidente dimissionario per eccesso di mandati della regione Centro (Orléans), Michel Sapin, socialista, [1], pluriministro con funzioni notevoli come quella di guardasigilli (ministro della giustizia), poi ministro dell’economia e delle finanze nel governo di Pierre Bérégovoy (1992-1993), ministro della funzione pubblica e della riforma dello stato nel governo di Lionel Jospin, rivendica un chiarimento delle competenze delle regioni.

Sapin è stato collega di François Hollande, di Ségolène Royale, nella prestigiosa scuola di formazione dei dirigenti dello stato francese ( l’ENA, Ecole Nationale de l’Administration) e per il suo passato è una voce più che autorevole. Con la sua presa di posizione, Sapin rompe un tabù nella sinistra francese, in gran parte ancora molto fedele ad una visione "sovietizzante" della funzione pubblica. Sapin cita espressamente la necessità di dare un’autonomia esclusiva alle regioni in materia scolastica (e quindi la fine del centralismo scolastico) nonché la revisione delle modalità di finanziamento della pseudo-decentralizzazione francese che oggi funziona con gli incassi derivanti da una tassa sui carburanti. Secondo Sapin è con le entrate prodotte dalla TVA che le regioni dovrebbero essere finanziate.

La maggior parte delle regioni francesi in questo momento è retta da maggioranze di centro-sinistra.

L’articolo, che offre uno squarcio interessante per il dibattito in corso in Italia, è allegato a questa nota.