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Non solo in Italia, ma anche in Francia e in Inghilterra si prevedono tagli nel bilancio della scuola 2010. A farne le spese sono soprattutto il numero dei professori e i posti del personale ausiliario (personale ATA). I discorsi sull’importanza della scuola sono un conto, le promesse sugli stanziamenti un altro e infine la realtà è tutt’altra cosa. Il capitale umano non si moltiplica aumentando i posti d’insegnante, e la qualità dell’insegnamento non dipende più solamente dal numero di professori e di ausiliari. Ci sono probabilmente altri modi per rendere più efficace, più giusta e più equa l’istruzione scolastica. I responsabili scolastici non sono riusciti a dimostrare che l’aumento delle risorse stanziate per la scuola è stato benefico per tutti, ha corretto i difetti della scuola, ha permesso di conseguire risultati migliori. Progressi ce ne sono stati, ma non tali da convincere la classe politica sulla bontà dei crediti assegnati al sistema scolastico. Adesso si devono fare i conti e sono lacrime, almeno per il momento.

La legge finanziaria presentata al consiglio dei ministri del governo francese il 30 settembre prevede la soppressione di 16 000 posti d’insegnanti. In totale saranno soppressi, nel 2010, 33 749 posti di funzionari statali. Il grosso, 16 000 posti, sarà però fornito dalla scuola statale.