Version imprimable de cet article Version imprimable

Altra sparata sull’informatica a scuola di un altro ministro. Questa volta è il caso del ministro francese dell’educazione Vincent Peillon che ha annunciato oggi, 13 dicembre, il suo piano per "fare entrare la scuola francese nell’era informatica entro il 2017". L’informazione è stata pubblicata dal quotidiano francese Libération (cliccare qui per l’articolo in francese).

Resistenza del sistema scolastico

Il sistema scolastico si scatena per diventare moderno, per aggiornarsi, per resistere alla minaccia rappresentata dalle TIC. Cosa propone il ministro francese ? Qualcosa di diverso dal suo collega italiano. L’Europa non esiste ancora in questo settore. Ognuno va avanti a modo suo. Dunque ecco le novità annunciate dal ministro o meglio quanto vorrebbe il ministro francese entro il 2017. Qui si ha a che fare con un tipo annuncio declamatorio. Poi si vedrà cosa succederà nella realtà. Ovviamente non si parla di fondi, di finanziamenti, di risorse tecnologiche come per esempio il collegamento di tutte le scuole alla banda larga oppure l’attrezzatura di tutte le famiglie con computer collegati alla banda larga. Ma lasciamo perdere queste quisquilie.

Le intenzioni ministeriali

Veniamo alle proposte o alle intenzioni, che incantano solo i creduloni. Entro il 2017 :

  • un’applicazione per l’apprendimento dell’inglese nella scuola primaria ( ma come saranno attrezzate le scuole primarie ?) :
  • un’applicazione su smartphone per alunni e studenti disabili ;
  • una rete televisivaa integrata a Internet per creare e diffondere sequenze d’insegnamento ( questa sarebbe l’autonomia scolastica alla francese e il miglior omaggio alla professionalità degli insegnanti ?) ; 
  • per gli insegnanti, creazione di una servizio numerico di formazione on-line e di creazione di una rete sociale riservata agli insegnanti ;
  • creazione di un sito web in ogni scuola che conterrà obbligatoriamente informazioni sulla vita scolastica (altro omaggio all’autonomia e alla professionalità dei dirigenti), come per esempio le assenze degli insegnanti, le ore buche, la lista del materiale scolastico che ogni alunno deve procurarsi, la lista dei manuali da comperare , ecc. (anche qui si ha a che fare con la conservazione allo stato puro dell’esistente, come se la scuola non dovesse mai più cambiare) ;
  • tutte le pratiche burocratiche-amministrative come le iscrizioni, i voti, le assenze, la scelta delle opzioni al liceo, le giustificazioni delle assenze degli studenti , ecc. dovranno essere informatizzate. Il materiale cartaceo dovrà scomparire ;
  • le scuole rurali entro il 2017 dovranno tutte essere collegate alla banda larga ;
  • La strategia che il ministro intende adottare sarà globale e comporterà sia la formazione che la produzione di sequenze didattiche, la manutenzione del materiale informatico e le attrezzature. Non si specifica se a pagarle saranno i comuni.

Strategia centralistica di conservazione del potere scolastico

Per ora è lo Stato centrale, ossia il livello più elevato dell’amministrazione che si incarica di elaborare la strategia. Poi si vedrà chi sul terreno dovrà realizzare queste intenzioni. Si capisce in ogni modo che il sistema scolastico vigente non ha nessuna intenzione di mollare il controllo del potere sulla conoscenza scolastica anche se gli studenti se ne infischiano e fanno di testa propria ossia si servono a modo loro delle TIC e se la maggioranza del corpo insegnante è del tutto digiuna in materia di TIC.