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Anche in Francia la scuola media unica è il ventre molle del sistema scolastico. Lo denuncia un documento della Corte dei conti uscito in questi giorni di fine 2012. La scuola media unica in Francia non è affatto unica.

Orientamento precoce

Si tenga presente che la scuola media unica in Francia dura 4 e non 3 anni dopo i cinque di scuola primaria. Nel corso dell’ultimo anno esistono molteplici corsi e indirizzi strutturati in funzione delle abilità degli studenti. Gli studenti che non andranno al liceo sono orientati già alla fine della scuola media unica verso filiere meno esigenti, più leggere, più tolleranti nei confronti delle carenze e delle insufficienze degli studenti. Questi studenti sono tutti orientati verso le scuole professionali ( che non sono quelle italiane) oppure verso i licei professionali ( che non sono gli ITS). Selezione larvata, precoce, che entra in azione dopo che le classi sono già state "scremate" con copiose bocciature e dunque ripetizioni nel corso della scuola primaria. La Francia ha uno dei sistemi scolastici con la più alta percentuale di bocciature tra i sistemi scolastici del mondo avanzato. La maggioranza degli insegnanti francesi è ancora convinta che la ripetenza di una classe sia salutare. Le autorità scolastiche pagano i costi (considerevoli) e lasciano fare. La Corte dei conti invita il governo a proibire questo tipo larvato di orientamento scolastico e professionale.

Inoltre esistono forti differenze tra macro-aree, come in Italia e queste differenze sono stabili. Si riproducono anno dopo anno, per decenni. In certe aree i risultati scolastici delle scuole medie sono sempre eccellenti ed in altre sono sempre pessimi. Non c’è né uguaglianza né giustizia nel sistema scolastico francese contrariamente alle declamazioni delle autorità che inneggiano all’unità della scuola repubblicana. La scuola della Repubblica non è democratica, è disuguale, è ingiusta. Per questa ragione la scuola media francese non è unica come lo si pretende, sostiene la Corte dei conti.

Che fare ?

 

Una delle proposte è stata tratteggiata poco fa : impedire la differenziazione delle filiere nell’ultimo anno della scuola media.

Una seconda proposta molto provocatoria è quella di modificare il liceo, di eliminare i differenti tipi di liceo e di avere un liceo unico.

 

La terza proposta discende dall’obiettivo della politica scolastica francese :

  • portare alla maturità, ossia al diploma di fine dell’insegnamento secondario di secondo ciclo, l’80% di una classe d’età. Oggigiorno la proporzione di una classe d’età che consegue la maturità è del 72% (tutti i tipi di maturità, da quelli rilasciati dai licei professionali a quelli dei licei di cultura generale) ;
  • fare in modo che il 50% di una generazione consegui un diploma dell’insegnamento terziario (in Italia si direbbe una laurea). Oggi questa proporzione è del 30%.

Se si vogliono mantenere questi obiettivi, ce n’è ancora molta di strada da percorrere, ma questi obiettivi si possono raggiungere se una proporzione elevata di studenti di una generazione è indirizzata verso i licei di cultura generale.

La quarta proposta consiste nello spostare l’orientamento scolastico e professionale alla fine dei licei o degli ITS ( si utilizza qui la terminologia scolastica italiana) ovverosia alla fine dell’insegnamento secondario di secondo grado.

Queste proposte sono gatte da pelare per le autorità scolastiche francesi, per il governo socialista che è molto timoroso e esitante in materia di riforma del sistema scolastico.

Un embrione di decentralizzazione pilotata

Infine, quinta proposta, la Corte dei conti propone di fissare obiettivi chiari per ogni regione, anzi in Francia si parla di "Académie", ossia dei livelli decisionali subito al di sotto del Ministero dell’educazione, più o meno il livello comparabile agli USR italiani. Per correggere le disparità macro-geografiche il ministero dovrebbe stabilire per ogni "Académie" percentuali di accesso alle varie filiere dell’insegnamento secondario di secondo grado . Incomberà a questi USR ripartire le risorse di ogni genere in modo tale da riuscire a conseguire questi obiettivi.

L’autonomia scolastica

Per finire, ciliegina sulla torta, l’autonomia scolastica. Le singole scuole avranno la latitudine di adattare i programmi scolastici in funzione del tipo di studenti che hanno. Stessa cosa per gli orari e il calendario. Le scuole medie saranno valutate (come ormai noto, non esiste autonomia senza valutazione e rendicontazione.L’autonomia la si merita).

 

Queste proposte sono davvero inattese e rappresentano uno schiaffo per il governo socialista che tentenna , esita, vorrebbe rifondare la scuola ma si impegola con i sindacati che hanno una loro idea della scuola rifondata. La Corte dei conti invece ha un obiettivo preciso : l’equità e la giustizia scolastica coniugate con la qualità. Una canzone che i sindacati degli insegnanti francesi fin qui non vogliono sentire. Per loro la scuola è buona, la qualità dell’insegnamento esiste, nonostante la ripetute prove " a contrario" delle valutazioni di ogni tipo anche di quelle nazionali.