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 L’OCSE pubblica anche un bollettino nel quale si spiegano gli indicatori. La serie è meno densa del bollettino che spiega i risultati dell’indagine PISA ( "PISA in focus") ma anche questa è una prova che ormai si è fuori strada , che occorre trattare le informazioni, spiegarle. Il volume degli indicatori internazionali comparati dell’istruzione prodotti dall’OCSE è ormai un volume di 500 pagine con algoritmi e equazioni difficili da capire. Ci vuole quindi, di tanto in tanto , un bollettino per spiegarli.

E’ stato diffuso in questi giorni il No. 27 di "Indicateurs à la loupe" che contraddice le teorie pedagogiche dell’OCSE: tutti devono studiare e più a lungo, se si studia di più meglio è. Dal volume degli indicatori emerge invece quanto si sa già. Più rari sono i diplomi in un determinato campo, più si guadagna. Quindi la politica malthusiana conviene a chi detiene il potere e che è benestante. La selezione di per sé va bene per stratificare la società e per non mettere in pericolo i beni acquisiti.

 

Il titolo del bollettino ( in versione francese)è una domanda:

 

Quali vantaggi salariali procura il livello di formazione?

 

 

L’OCSE constata i punti seguenti:

 

 

  • L’aumento del numero dei diplomati nell’insegnamento terziario(che in Italia non esiste oppure che è presente solo in forma embrionale) non sembra abbia provocato il fenomeno di " inflazione" suscettibile di erodere il valore di questi diplomi sul mercato del lavoro. Tuttavia, [1] i diplomati dell’insegnamento superiore o dell’insegnamento terziario beneficiano di vantaggi più elevati dal punto di vista salariale quando vivono in un paese nel quale I laureati sono poco numerosi;

 

  • In media, il confronto tra il reddito degli adulti che hanno conseguito soltanto un diploma dell’insegnamento secondario di secondo grado e i laureati dimostra che questi ultimi guadagnano circa 1,6 volte di più, mentre in media coloro che hanno conseguito soltanto un diploma o un certificato della fine dell’insegnamento secondario di primo grado, ovverossia dalla fine della scuola media, guadagnano il 24% di meno;

 

  • L’aumento del livello di formazione e dei punteggi nelle prove Pisa [2] produce un aumento dei redditi; questo vantaggio è però più pronunciato per gli uomini che non per le donne e cresce con l’età (ndr.: Ovvio);

 

  • La crisi economica attuale ha approfondito gli scarti di reddito tra i meno istruiti e i più istruiti. Nei paesi dell’OCSE, la differenza media di reddito è passata dal 75% nel 2008 al 79% nel 2012;

 

 

  • I diplomi sono più valutati delle competenze: l’aumento del livello di formazione ha un impatto positivo più forte sui salari che non un aumento del livello delle competenze misurato con le prove Pisa.

[1] ndr.: Come già si sapeva

[2] ndr. : Pomposamente detto aumento delle competenze