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In alcune scuole USA dal 2013 circolano robot che si muovono tra i banchi, laddove ci sono ancora. Uno di questi ha una tavoletta al posto della faccia ( si veda la foto che accompagna questa breve). E’ il computer della Verizon VGo , una società’ che ha fiutato il mercato . 

Ci sono alcune notizie che fanno riflettere. Per esempio: nel 2011 la cifra d’affari per il materiale informatico nelle scuole USA e’ cresciuta del 3,5% pari ad un importo di 7,7 miliardi di dollari. Probabilmente, questa somma e’ destinata ad aumentare ancora tanto più che si è ormai entrati in una fase di test computerizzati. Anche l’indagine Pisa quest’anno sarà svolta con il computer. ma non è l’importanza di questa somma e neppure la raffinatezza della tecnologia utilizzata l’elemento che conta. La differenza per quel che riguarda quanto gli studenti apprendono e come apprendono dipende molto dal modo con il quale le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione sono utilizzate nelle scuole. Il computer della Verizon e’ senz’altro- spettacolare ma non deve impressionare più di quel tanto anche se una riflessione merita di essere fatta perché riguarda la giustizia e l’ingiustizia tra scuole che già ora possono approfittare di queste possibilità’ e quelle che invece ne sono escluse. 

 

La Verizon, una ditta privata, ha fiutato gli affari che si possono fare con le scuole e si e’ buttata a capofitto nello sviluppo dei robot scolastici.

 

Le povere scuole sono ovviamente private di questo beneficio e il divario tra scuole ricche e scuole povere non fara’ che crescere, proprio come l’importo speso per attrezzarsi con le nuove tecnologie. Se queste vengono utilizzate per fare soltanto più’ in fretta quanto si faceva già prima, forse sarebbe anche meglio fare a meno di queste attrezzature, esattamente come e’ successo con le LIM molte delle quali decorano le aule scolastiche ma non sono affatto utilizzate in modo appropriato dalla maggioranza degli insegnanti o non sono nemmeno utilizzate.