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Sono stati appena pubblicati dall’IEA (International Association of Evaluation of Educational Achievement) i primi risultati dell’indagine internazionale sull’educazione civica svolta nel 2009. L’ Italia ha partecipato a questa indagine che ha coinvolto 38 paesi ( e forse un numero maggiore di sistemi scolastici. Come al solito non si differenziano purtroppo i sistemi scolastici dai paesi). All’indagine non hanno però partecipato né gli Stati Uniti, né il Canada, né la Svizzera, né la Francia,né l’Australia, nessun sistema scolastico africano,né la Germania, né il Brasile, né l’Argentina, né Cuba. Il valore rappresentativo dell’indagine è quindi fragile). 

 

La partecipazione italiana è stata pilotata da Bruno Losito, del Laboratorio di Pedagogia Sperimentale dell’Università degli Studi Roma Tre. Losito è anche uno degli autori del documento di sintesi dell’IEA.

 

Questa è la terza grande indagine dell’IEA (da non confondere con l’OCSE) sull’educazione civica: la prima è stata svolta nel 1971; la seconda nel 1999 e la terza nel 2009. Questa indagine è notevolissima dal punto di vista metodologico. Si tratta di un’indagine seria su un argomento difficile. I risultati dell’indagine sono forse meno rilevanti del metodo adottato che è stato perfezionato sull’arco di quarant’anni e le conclusioni da trarre sul piano pedagogico sono molto problematiche. Dimostrerebbero l’impotenza dei sistemi scolastici a educare alla cittadinanza , alla tolleranza, al senso civico, questioni, queste , che poco si addicono alla struttura scolastica così come è quella odierna. In ogni modo questa è un’indagine seria, complessa, da rispettare, da conoscere e fare conoscere, che fa riflettere, L’operazione è una prova della serietà dei valutatori che operano sul piano internazionale e che mirano a produrre dati tra loro comparabili. Per altro, l’indagine dimostra che si possono svolgere valutazioni anche su argomenti che non si limitano alla comprensione della lettura, alla matematica, o alle scienze. In questo senso , quest’indagine dell’IEA smentisce le critiche di coloro che contestano la validità delle valutazioni internazionali comparate.

 

A differenza dell’indagine PISA dell’OCSE, l’indagine dell’IEA è stata svolta con studenti dell’ottavo anno di scuola, ossia con tredicenni e quattordicenni, che in Italia in maggioranza frequentano la terza media. Il test comprendeva 79 domande. La varianza dei punteggi all’interno dei vari sistemi scolastici è considerevole.

 

Laddove si sono potuti comparare i risultati dell’indagine IEA 1999 con quelli del 2009 si è constatato un declino significativo delle conoscenze civiche ma per ora le analisi del declino non sono ancora state effettuate. In ogni modo le conoscenze civiche sono solo una componente del senso civico.

 Referenze del volume pubblicato dall’IEA:

Wolfram Shultz, John Ainley, Julian Fraillon, David Kerr and Bruno Losito, "International Association for the Evaluation of Educational Achievement: Initial Findings from the International Civic and Citizenship Education Study" (Amsterdam, The Netherlands: International Association for the Evaluation of Educational Achievement, 2010)

 

Il copyright è dell’IEA ma il documento può essere scaricato cliccando qui.