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Più di 2 milioni di bambini poveri in Inghilterra non hanno accesso ad Internet. Lo afferma la fondazione "E_Learning".

La scuola delle disuguaglianze a due velocità

La notizia merita di essere segnalata e commentata. In maniera subdola la scuola di domani sta nascendo, sarà una scuola delle disuguaglianze, un ramo per i ricchi e uno per i poveri, a meno che non si ricorra ai ripari in tempo. Una scuola con le nuove tecnologie e l’altra senza, se non si cambia registro, ma ciò sembra improbabile. Tutto quanto succede va in questa direzione: una scuola per formare chi si servirà delle nuove tecnologie e un’altra per la formazione manuale. Il criterio di selezione sarà la disponibilità dell’accesso alle nuove tecnologie, ossia l’accesso alla banda larga di trasmissione dei dati, il collegamento alla fibra ottica e infine gli apparecchi adeguati. I costi non sono indifferenti. La discriminazione sarà frutto della combinazione di due fattori: lo sviluppo della rete informatica e la disponibilità finanziaria.

Il peso dei fattori esogeni di cambiamento

Gli ottimisti ritengono che ciò non succederà, che l’evoluzione sarà simile a quella già vissuta con la diffusione del telefono o della televisione. Già ora ci sono più computer nelle case che non a scuola. La ricerca della fondazione inglese inglese smentisce questa favola.

 

Secondo l’indagine della fondazione inglese, tra il 10% delle famiglie più ricche, il 98% possiede un computer dell’ultimo grido ed il 97% è collegata a banda larga a Internet. Orbene, come tutti sanno, questo collegamento non è gratuito. Sempre in Inghilterra, tra il 10% delle famiglie più povere queste proporzioni sono rispettivamente del 38% e del 30%. In totale, 1 milione di bambini inglesi poveri non hanno nessun computer e 2 milioni non hanno un accesso ad Internet.



Secondo la fondazione questa è una frattura digitale che crea "uno svantaggio manifesto". "Senza computer e senza accesso ad Internet la proporzione degli allievi delle classi meno abbienti che riesce a scuola diminuirà".

Tutte le indagini svolte finora sugli effetti della diffusione delle nuove tecnologie comprovano che il possesso di un computer a casa ha un effetto positivo sui rendimenti scolastici. Poco importa come si usa questo computer, se lo si usa per giocare o per chiacchierare o per svolgere compiti scolastici. Il problema non è questo, ossia non risiede nell’uso che si fa delle nuove tecnologie dell’informazione. Questo potrebbe diventare un problema, ma per ora siamo solo all’inizio della rivoluzione dell’informazione e la questione delle attrezzature e dei collegamenti resta prioritario. Il fatto di per sé di essere collegati ad Internet con computer adeguati procura già un vantaggio scolastico. Questa constatazione deve fare riflettere.