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Il governo inglese ha deciso nell’ambito del programma di riduzione delle spese di non più finanziarie le attività degli insegnanti nel settore delle TIC e di impedire alle scuole di continuare a sviluppare programmi didattici con le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.


 Tutto ciò è descritto in un documento preparato per il ministero francese della pubblica istruzione da Alain Chaptal, ricercatore al LabSic dell’Università Paris 13 che è stato incaricato dal ministero francese della Pubblica Istruzione di fare il punto su quanto succede in Inghilterra in questo settore.

Il governo francese è sulla sponda opposta di quella sulla quale si trova il governo inglese, e il ministro dell’educazione francese pilota una politica scolastica molto simile a quella dei laburisti inglesi la quale è all’opposto di quella del governo neo-conservatore inglese e del ministro inglese in carica dell’educazione. Quanto succede in Inghilterra scandalizza quindi i responsabili politici socialisti francesi i quali devono pure fare i conti con la crisi economica e si trovano come i loro colleghi inglesi, s’intende qui i ministri del governo, confrontati ad una grave recessione economica che obbliga i socialisti francesi a rivedere molte promesse fatte durante la campagna elettorale di questa primavera.

Drastica cura dimagrante in Inghilterra

In Inghilterra, il governo neo-conservatore non ha esitato ad adottare riduzioni drastiche delle spese pubbliche. 275.000 posti di lavoro sono stati abrogati nell’amministrazione statale nel corso di un anno. Anche il ministero dell’educazione non sfugge a questa cura. Un anno fa circa il ministero dell’educazione aveva deciso di chiudere l’agenzia nazionale per l’informatica scolastica (decisione commentata in questo sito). Il governo inglese ha previsto di ridurre la parte delle spese per l’istruzione dal 6,4% del Pil al 4,6% entro il 2014. Tutte le scuole dovranno fare i conti con questa cura dimagrante. Le spese per l’informatica sono le prime ad essere colpite.

 

Crolla la Mecca delle TIC scolastiche

Fino allo scorso anno l’Inghilterra sembrava fosse la Mecca in Europa dello sviluppo delle applicazioni didattiche con le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Il fior fiore di questi programmi era presentato ogni anno nel corso di una fiera, nota con l’acronimo BETT, che era diventata il punto di convergenza nel mondo della scuola per tutti gli insegnanti appassionati di informatica e per le micro-ditte che proponevano una miriade di applicazioni didattiche per le scuole e per l’insegnamento.
I gruppi di insegnanti francesi che da sempre seguivano con grande attenzione gli sviluppi dei loro colleghi inglesi nonché il governo socialista francese odierno sono spaventati da quanto sta succedendo in Inghilterra e soprattutto sono sorpresi di fronte alla decisione con la quale i conservatori smantellano l’impianto messo a punto dalla maggioranza laburista per sostenere lo sviluppo delle nuove tecnologie nelle scuole. I neo-conservatori in modo metodico spengono il fuoco pirotecnico informatico tirato dalle scuole inglesi da anni grazie al beneplacito e ai finanziamenti del governo laburista.

Conservazione del sistema

Il messaggio è chiaro : le scuole tradizionali vanno conservate, la loro missione principale consiste nell’insegnamento della lettura, della scrittura e della matematica. Tutto il resto va sacrificato o potrebbe essere sacrificato per conseguire questa missione : la padronanza della lettura, della scrittura e dei calcoli alla fine della scuola di base. Si tratta di un cambiamento radicale d’orientamento della politica scolastica perseguita dal governo laburista. Il sistema scolastico inglese neo-conservatore tira i remi in barca in materia di innovazione scolastica. La politica scolastica inglese rinuncia in questo momento a finanziare le sperimentazioni, mette al bando le grandi visioni e le ambizioni che invece ispiravano la politica scolastica laburista. Anche questa è una strategia di resistenza e di conservazione del sistema scolastico. Siccome, le scuole sono quel che sono, gli insegnanti sono quelli che sono, è inutile illudersi, proporre piani ambiziosi, sognare cambiamenti. Questo sembra essere il segnale che giunge in questi mesi dal mondo inglese della scuola.

Il documento francese in formato pdf, di 51 pagine, intitolato "It’s the end of the world as we know it (And I Feel Fine)" (dunque in inglese !!!) con sottotitolo in francese "Eléments de réflexion sur les TICE en Angleterre à l’occasion du BETT 2012" può essere scaricatocliccando qui.