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La prima vittima scolastica dei risparmi decisi dal governo conservatore-lib-dem è la BECTA, la celeberrima agenzia inglese per le comunicazioni e la tecnologia [1]. L’informazione è data dal servizio scuola della BBC : http://www.bbc.co.uk/blogs/therepor...

 

Il nuovo governa sterza a destra. Poche affinità con le nuove tecnologie nella scuola. Il dirigismo della BECTA , agenzia mondialmente nota (clicca qui ), molto coinvolta nell’organizzazione del salone annuo delle nuove tecnologia nella scuola BETT, è punito. La BECTA deve chiudere. Risparmio di 65 milioni di £ e perdita di 240 posti di lavoro.

 

Quali le conseguenze per l’Inghilterra ? Impossibile per ora qualsiasi anticipazione : o le scuole senza una guida sbandano e fanno marcia indietro con il rischio che dovranno presto o tardi chiudere ; oppure le scuole inventano usi molteplici delle nuove tecnologie per stare a galla, con una cacofonia creativa che rilancia l’autonomia scolastica. Non si capisce bene cosa abbia in testa il nuovo governo inglese : soffocare la scuola statale oppure rilanciarla spendendo di meno ? Vedremo.

Quali le conseguenze per l’Italia ? E’ noto che il modello BECTA era un punto di riferimento per il direttore generale Biondi. Il governo inglese non ha nessun scrupolo a chiudere un’agenzia che era un punto d’incontro in Inghilterra per le scuole creative e per gli insegnanti consapevoli dell’importanza delle nuove tecnologie e all’estero per le associazioni di insegnanti, i governi , le aziende che si davano da fare per creare scuole virtuali, o scuole al passo con le trasformazioni tecnologiche. La risposta alla domanda la possiamo preannunciare : l’Italia è un altro caso, è diversa dall’Inghilterra. Infatti, la scuola italiana non tiene il passo di quella inglese, neppure nel settore delle TIC.

[1] British Educational Communications and Technology Agency