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La decisione probabile del parlamento inglese di obbligare tutte le scuole a diventare accademie sconvolge un’organizzazione secolare della scuola nella quale le scuole erano legate agli enti locali.Il cambiamento non e’ che una manovra politica che consacra ina opzione molto autoritaria del governo centrale inglese, Il governo conservatore completa una rivoluzione che in modo larvato era iniziata con il governo della signora Thatcher, ossia quella dell’indebolimento degli enti locali che perdono il controllo sulle scuole . La soluzione e’ una forma subdola di centralismo mascherata con una maggiore indipendenza delle scuole. Le scuole non sono pi’u dirette dagli enti locali ma si auto-governano. Diventano piu’ libere ma in realta’ saranno legate mani e piedi al governo centrale. Questa e’ una strategia che si declina sulla base di una alleanza tra scuole e governo centrale. Gli enti locali sono tagliati fuori.

Si riprendono in questa nota alcune informazioni fornite dal bollettino della BBC dedicato alla politica scolastica in un articolo dell’capo redazione Chris Cook pubblicato il 15 marzo 2016, intitolato "Every school to become an academy, ministers to announce" che si puo’ consultare in inglese cliccando qui.

Il fatto

Piani per costringere tutte le scuole inglesi a diventare accademie sono stati presentati del governo inglese a meta’ marzo. Questa decisione pone un termine a più di un secolo di modalità di gestione della scuola inglese caratterizzata dal ruolo degli enti locali come responsabili principali dell’istruzione primaria. Nell’ottobre scorso, il Primo Ministro David Cameron avevo dichiarato:" Voglio che ogni scuola diventi un’accademia. La gestione delle scuole da parte degli enti locali È una faccenda del passato".

Questa decisione inaugura una nuova strategia di gestione delle scuole in Inghilterra caratterizzata da un’alleanza tra il governo centrale e le singole scuole con una emarginazione totale degli enti locali. Questa strategia è stata adottata anche dei vari governi laburisti all’epoca del primo ministro Tony Blair con lo scopo di migliorare le prestazioni delle singole scuole inglesi. Gli enti locali erano accusati di lassismo pedagogico ed erano diventati il capro espiatorio responsabile dei pessimi risultati nelle indagini internazionali degli studenti inglesi. La strategia laburista aveva dato esiti positivi e i punteggi degli studenti inglesi nelle valutazioni internazionali comparate erano migliorati. In realtà, come ricorda il bollettino della sezione della BBC che segue gli affari scolastici e’ dagli inizi del 1990 che gli enti locali non governo più liberamente le loro scuole. Le loro competenze furono gradualmente ridotte dai governi conservatori in particolare da Margaret Thatcher e il loro compito fu ridotto a quello di supervisione delle scuole o di fornitore di prestazione complementari come il dopo-scuola, l’aiuto per i compiti o le attivita’ peri-scolastiche. Costringendo gli enti locali a sacrificare le loro competenze in campo scolastico si pone fine a un sistema in vigore in Inghilterra dal 1902, instaurato dal governo conservatore di Arthur Balfour . La decisione del governo in carica attualmente non è condivisa dai sindacati, né dagli enti locali né dal partito laburista. Il ministro laburista del governo ombra Lucy Powell ha dichiarato:" Nessuna prova indica che la trasformazione in accademie di per sé sfoci in un miglioramento delle scuole" , Il dibattito contrappone da un lato I fautori di una nuova gestione del sistema scolastico imperniata su una grande autonomia e responsabilizzazione delle scuole e dall’altro i paladini di un impianto centralizzato del sistema scolastico.

Lo sviluppo delle accademie

Indubbiamente la proposta del governo inglese induce a riflettere sulla riorganizzazione dei sistemi scolastici. Le indagini svolte finora dimostrano che l’autonomia degli istituti scolastici di per sé non produce un miglioramento sensibile dei risultati scolastici, ovverosia degli apprendimenti, e che e’ foriera di complicazioni se non si prendono disposizioni accurate per sostenerla. In effetti, la maggioranza del corpo insegnante in attività non ha una formazione appropriata per gestire istituti autonomi del tipo delle accademie. Del resto, lo sviluppo delle accademie in Inghilterra e’ stato lento e difficoltoso. Prima del 2010 soltanto 200 scuole avevano tenuto lo statuto di accademie. Si trattava in genere di scuole in difficoltà che dovevano essere radicalmente cambiate. La loro trasformazione in accademia le esentava dall’obbligo di rispettare il curricolo nazionale e soprattutto da quello di applicare le condizioni remunerative del personale scolastico previste nello schema nazionale degli stipendi degli insegnanti. Dopo il 2010 le condizioni sono pero’ cambiate: le scuole sono state autorizzate a chiedere di diventare accademie se lo volevano. Fu il ministro dell’educazione dell’epoca Michael Gowe che ha imposto questo cambiamento radicale. Il provvedimento fu molto popolare anche perché le scuole che diventavano accademie ricevevano più soldi. Alla fine su 3381 scuole medie statali ben 2075 divennero accademie. Secondo statistiche dello scorso anno su 16.766 scuole primarie, le accademie erano solo 2440. Molte scuole erano rimaste dipendenti dagli enti locali ed erano rimaste fedeli agli enti locali anche perché i premi per diventare accademie stanziati per le scuole primarie erano molto minori di quelli previsti per le scuole medie.

Problemi pratici

L’attuazione della proposta governativa che prevede la generalizzazione del regime delle accademie entro il 2020 pone alcuni problemi di attuazione. Per esempio ci sono molte domande di scuole per diventare accademie ma il supporto è carente e soprattutto non esiste un numero sufficiente di buone accademie che possono essere la testa di cordate di qualità come lo prevede la legge. Il celebre ispettorato scolastico inglese per bocca il capo ispettore Michael Wilshaw ha dichiarato recentemente di essere molto preoccupato per questo aspetto.

Il secondo problema riguarda il nuovo volto del Dipartimento dell’educazione che in Italia sarebbe il Ministero dell’istruzione pubblica. A decorrere dal 2010 si è constatato che la maggior parte dei funzionari statali reclutati dal ministero non aveva la preparazione adeguata per fare funzionare un dipartimento di nuovo tipo ossia un ente strategico con competenze decisionali riguardanti I ruoli assegnati alle singole scuole.

Un ultimo ostacolo è quello del finanziamento. Tuttora non si sa come sarà regolata la questione del finanziamento delle piccole scuole oppure di scuole che spendono molto. Per il momento queste questioni sono trattate dagli enti locali.