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Nel discorso pronunciato davanti al Congresso e al Senato riuniti, martedì 24 febbraio, il presidente Obama ha dichiarato che l’ora della verità è scoccata per uscire dalla crisi e che la terna vincente è composta di educazione, politica energetica e della salute.

L’educazione è quindi una priorità delle priorità. Come in Inghilterra con Blair e non come in Italia.

Nel suo primo discorso alle camere riunite, il presidente Obama ha affermato che lo sforzo massiccio per l’educazione inserito nella legge di stimoli finanziari di 787 miliardi di dollari dovrà tradursi in una riforma di fondo della scuola.

Il neo-presidente ha ribadito il sostegno federale per le "Charter Schools" (scuole in appalto o scuole in franchigia) [1] e ha confermato le prese di posizione della campagna elettorale, andando in un certo senso contro-corrente , perché una parte del suo partito è ostile a questa riforma.

Poi ha denunciato l’alta percentuale di dropout dicendo espressamente che la dispersione scolastica è la via maestra che porta al declino economico. In questi ultimi anni, secondo gli indicatori dell’istruzione pubblicati, dall’ OCSE, negli Stati Uniti la proporzione dei dropout, ossia di giovani che non conseguono nessun diploma scolastico dopo la scuola dell’obbligo, è cresciuta , mentre in molti altri paesi della zona dell’OCSE è diminuita.

Infine, terza priorità, Obama ha annunciato un nuovo obiettivo educativo per gli Stati Uniti: nel 2020 gli Stati Uniti avranno la più alta proporzione al mondo di studenti nell’insegnamento superiore (nei "colleges"). Anche in questo caso, gli indicatori dell’OCSE hanno fotografo il progressivo declino degli Stati Uniti che vent’anni fa avevano ancora la più elevata percentuale di studenti universitari tra i paesi dell’OCSE.

 

Obama ha pure dichiarato che entro il prossimo anno il governo federale americano smetterà di finanziare programmi che non funzionano, ossia che non danno prove di efficacia. Ci saranno belle battaglie in vista tra valutatori e ricercatori.

 

[1] sulle Charter Schools esiste ormai un insieme sconfinato di studi. Si vedano in questo sito l’articolo 188 e l’articolo 143