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Relazione introduttiva di Valerio Vagnoli al convegno su “ OBBLIGO SCOLASTICO E FORMAZIONE PROFESSIONALE” tenutosi a Firenze, giovedì 5 novembre 2009, ore 15-19, AUDITORIUM OSPEDALE DEGLI INNOCENTI
Piazza SS. Annunziata.

 

Condivido pienamente le argomentazioni di Valerio Vigoni, Dirigente Scolastico Istituto “G.Vasari” su "Obbligo scolastico: più opportunità = più uguaglianza" (cliccare sul titolo per leggerla). Mi fa piacere sentire voci che esprimono punti di vista alternativi a una tendenza di sviluppo della politica scloastica del tutto fallimentare ma che si continua pervicamente a seguire in Italia nonostante i numerosissimi segnali di allarme che incitano a cambiare rotta. Per questa ragione ritengo utile segnalare questa relazione. Inoltre riprendo il testo di presentazione del convegno redatto da gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, che ribadisce concetti chiave per ristrutturare il malandato settore della formazione istruzione professionali in Italia, già segnalati in questo sito. Per esempio cliccare qui (Alternanza "scuola-lavoro" nella formazione iniziale: il caso elvetico nello scenario europeo) oppure il saggio di Livio Pescia scritto per la Provincia di Torino.

 

PERCHÉ QUESTO CONVEGNO
 
 
 
Il documento di analisi della scuola italiana con cui si era costituito nel 2005 il Gruppo di Firenze riservava un intero paragrafo al problema della formazione professionale. Il problema si riduceva in sostanza al fortissimo rifiuto ideologico di cui era stata oggetto quella parte della riforma Moratti, che prevedeva due “canali” di pari dignità a disposizione dei ragazzi italiani: quello dell’istruzione e quello, appunto, della formazione professionale. La questione ha molto a che fare col merito. Infatti un sistema di istruzione e formazione deve fare il possibile per offrire la possibilità di svilupparsi a tutti i diversi talenti (i differenti tipi di intelligenza). Il merito consiste poi, essenzialmente, nell’impegno con il quale ciascuno valorizza i propri.
C’è poi stato, da parte del centrosinistra, l’elevamento dell’obbligo scolastico a sedici anni (quello formativo c’era già, e a diciott’anni), realizzato e poi temperato da Fioroni con la possibilità per le regioni di permetterne l’assolvimento anche attraverso percorsi di carattere professionale.
La Regione Toscana ha scelto, diversamente dalle altre regioni, di limitare tale assolvimento al solo canale dell’istruzione (cioè licei, istituti tecnici e professionali), pur con il correttivo di attività di orientamento e laboratoriali, destinate ai ragazzi più in difficoltà.
Nonostante l’impegno della Regione, tuttavia, ogni anno nelle prime classi degli istituti professionali (ma in parte anche dei tecnici) si verifica un altissimo numero di insuccessi scolastici e molti sono i ragazzi che smettono di frequentare prima dei sedici anni.
Spesso sono delusi nelle loro aspettative da una scuola che riserva uno spazio troppo limitato al “fare”, cioè al tipo di apprendimento più gratificante perché più vicino ai loro interessi e alle loro attitudini. Tutto questo suggerisce un’ulteriore riflessione su questa scelta.
Noi pensiamo che sia necessario offrire ai ragazzi, fin dal primo anno delle superiori, la possibilità di percorsi di istruzione / formazione professionale.
Siamo convinti che l’obbiettivo di creare le condizioni di una maggiore uguaglianza sia più concretamente perseguibile dando ai ragazzi anche questa opportunità, che non insistendo su una tendenziale uniformità del percorso scolastico.
L’obbiettivo di questo convegno è appunto quello di essere un momento di riflessione e di approfondimento su questi temi, in cui poter avere, tra l’altro, una maggiore conoscenza delle esperienze in atto altrove e un confronto con i responsabili della Regione Toscana, che abbiamo invitato a intervenire.

Gruppo di Firenze ( gruppodifirenze@libero.it)

(Ringrazio Alessandra Cenerini , presidente dell’ADI, per la segnalazione della relazione di Vigoni).