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I Paesi Bassi sono un piccolo paese di 10 milioni di abitanti, con un sistema scolastico nel quale non si fa distinzione tra scuola privata e scuola statale. Lo stato copre tutte le spese dell’istruzione privata. 50% delle scuole sono statali o comunali, 50% sono private. Tutte sono gratuite. Le scuole private sono altrettanto buone di quelle statali o comunali.

Non ci sono nel sistema d’istruzione e formazione olandese i tabù che paralizzano la scuola italiana. I risultati scolastici alla fine della scolarità obbligatoria sono buoni senza essere eccelsi, la totalità della popolazione riesce ad esprimersi in inglese ( che si insegna a scuola) e una buona parte anche in tedesco e gli stipendi degli insegnanti sono decorosi.

Il servizio scolastico della BBC pubblica un corto video di due minuti e mezzo che vale la pensa di vedere (Cliccare qui per accedervi. Video in inglese ma si può vedere ugualmente anche se non si capisce l’inglese) su sette esperienze rivoluzionarie tentate per sostituire nelle scuole insegnanti e manuali scolastici con le tavolette. L’esperienza è condotta in sette scuole dette "scuole digitali". Ce ne sono già altre sette che funzionano in questo modo e con l’anno scolastico 2013-2014 se ne sono aperte altre tre. In totale 20 scuole digitali. Si potrebbe fare in una grande regione italiana. I costi non sono eccessivi. 

Gli ideatori ritengono che queste scuole riflettono la realtà della rivoluzione tecnologica in corso nella società contemporanea e che quindi sono il riflesso logico di quanto succede nella società, ma taluni insegnanti non condividono questo punto di vista e ritengono, (ma la musica è ben nota) che le tavolette e l’informatica non possono sostituire tutto quel che fanno gli insegnanti.