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Questa è una bella notizia per gli insegnanti precari italiani che sanno il francese : potrebbero trovare lavoro in Francia, sia nell’insegnamento primario che in quello secondario.

La Francia è un paese di funzionari. Ha contagiato con questo modello l’Africa francofona, ossia le ex-colonie, con la cultura della funzione pubblica. Lo Stato, che in Francia rappresenterebbe la perfezione dell’organizzazione razionale di un società fraterna, giusta, uguale fa tutto, accudisce a tutto e per svolgere queste mansioni ci vogliono reggimenti di funzionari. La maggioranza è mal retribuita mentre i dirigenti sono lautamente ricompensati. La carriera nella funzione pubblica è ambita ed è percepita come un toccasana.

Si sapeva che presto o tardi sarebbero venuti meno i candidati all’insegnamento indipendentemente dai moduli di formazione. La professione è infatti in declino. La penuria o l’abbondanza di insegnanti sono stati spesso un fenomeno ciclico, ovunque, e le autorità scolastica non hanno quasi mai saputo padroneggiare o prevedere questi cicli per mancanza di preveggenza e di strumenti adeguati. Questa volta il fenomeno non è ciclico, è strutturale, scoppia in piena crisi economica, in un periodo di alta disoccupazione. Ci sarebbero infatti montagne di ragione per orientarsi verso l’insegnamento ed invece ciò non succede. Il problema del resto non è solo francese. Solo in Italia c’è abbondanza di candidati all’insegnamento per ragioni storiche che qui non si esaminano.

Il 12 luglio scorso il quotidiano informatico francese "Mediapart" ( del resto eccellente, noto soprattutto per le indagini giornalistiche sulla vita politica che nessun altro organo di stampa svolge in Francia) ha pubblicato un articolo a cura di Lucie Delaporte nel quale si annuncia che per la prima volta anche l’insegnamento primario francese soffrirà di penuria di insegnanti.

Il governo di centro-destra presieduto da François Fillon aveva creato 16000 posti nuovi d`insegnamento lo scorso anno ma 706 posti erano rimasti inoccupati ; il governo socialista di Jean Marc Ayrault ha annunciato in pompa magna la creazione di 43500 nuovi posti con due concorsi, fatto del tutto eccezionale. 

Mancano professori per l’insegnamento secondario e ciò non è una novità, ma la delusione viene dal fatto che mancano anche candidati per l’insegnamento primario, la priorità delle priorità. La situazione sarebbe molto critica nella zona di Parigi, ma anche in Guiana e sull’isola della Riunione. Ci sono quindi posti vacanti nelle scuole francese. Siccome il mercato del lavoro nello spazio europeo è libero, gli italiani che sollecitano un posto nella scuola e che sanno il francese potrebbero farsi vivi. Dopo tutto Parigi val bene una messa.