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Il governo francese ha stanziato 30 milioni di euro per lo sviluppo dei "serious games" da diffondere nelle scuole. Il Centro francese di analisi strategica ha organizzato il 26 maggio un incontro per valutare l’interesse di questo provvedimento e analizzare il posto dell’e-learning nell’insegnamento nonché l’impatto dei "serious games" sull’apprendimento (vedi referenza allegata). 

Questa questione è stata affrontata nel seminario internazionale organizzato a fine febbario dall’ADI a Bologna ("Da Socrate a Google").

 

I giuochi seri, le tecniche di formazione utilizzate nelle aziende e nell’esercito stanno passando nella scuola e si infiltrano nell’insegnamento a tutti i livelli: dapprima è successo a livello universitario, poi stata contaminata l’istruzione e fla ormazione professionale ed ora, come hanno bene dimostrato a Bologna i colleghi del Trentino, si assiste alla diffusione nella scuola dell’obbligo.

 

D’altra parte, molti giochi seri circolano in commercio da anni e sono noti agli allievi e agli adolescenti. Per accedervi e conoscerne l’esistenza non è affatto necessaria nessuna mediazione scolastica. Basta la pubblicità, la copia illegale, il bocca a bocca.


L’efficacia dei "serious game" è ampiamente dimostrata. Queste applicazioni informatiche permettono di realizzare simulazioni molto realiste e di allenarsi in situazioni professionali pressoché reali. L’aspetto virtuale fornisce occasioni uniche di conoscenza.

 

Resta in sospeso la questione etica e pedagogica connessa alla qualità dei giochi nonché quella della loro integrazione in curricoli coerenti.