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Il Washington Post del 26 maggio scorso (cliccare qui per l’articolo in inglese) pubblica una notizia bomba : Shanghai non sarebbe piu’ interessata a partecipare all’indagine PISA. Sarebbe un grosso smacco per l’OCSE che ha puntato moltissimo sui paesi asiatici per dimostrare che si potevano ottenere punteggi strepitosi nell’indagine PISA con metodi diversi da quelli in uso nelle scuole occidentali: scuole disciplinate, studenti diligenti e applicati, insegnanti impegnati.

Le ragioni del possibile ritiro di Shanghai sono molteplici e sono in parte connesse alla riforma scolastica in atto in tutto la Cina che mira a ridurre l’importanza attribuita alle prove strutturate, a ridurre la noia degli studenti a scuola, a ridurre il peso dei compiti a casa e a cambiare l’insegnamento pappagalesco in atto da decenni in Cina. Inoltre le autorita’ scolastiche di Shanghai non ci terrebbero molte ad apparire come quelle con le migliori scuole al mondo secondo l’OCSE.

Inoltre occorre non scordare la polemica scoppiata alcuni mesi fa che accusava le scuole di Shanghai di selezionare gli studenti che partecipavano all’indagine PISA e di lasciare a casa i quindicenni immigrati in citta’ dalla campagna cinese, ossia i poveri.

 

La notizia e’ stata pubblicata dal quotidiano popolare di Shanghai "Xinmin Wanbao" con un titolo assai lungo nel quale si esponevano le ragioni della possibile decisione. Shanghai e’ una citta’ ricca e non rappresentiva di tutta la Cina. Ha partecipato all’indagine PISA come un sistema scolastico indipendente. La pubblicita’ che l’OCSE ha fatto dei punteggi dei quindicenni di Shanghai non sembra sia stato molto gradita.