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Questa nota breve può sembrare aneddotica perché è dedicata ad un aspetto trascurato e superato da tempo in molti sistemi scolastici europei, ovverosia l’apprendimento della calligrafia ed in particolare del corsivo, ovverosia di una forma di scrittura che collega tra loro le singole lettere [1]. Il corsivo, scrittura leggermente inclinata verso la destra, è stato insegnato nelle scuole europee fin verso la fine degli anni Cinquanta del secolo scorso ed è poi scomparso quasi di colpo quando sono sparite le lezioni di calligrafia. Questo è un bel esempio di pseudo-rinnovamento del sistema scolastico, di rivoluzione silenziosa in un certo senso. Il sistema scolastico riesce ad evolvere, ad assimilare quanto gli conviene e a liberarsi di quanto sembra obsoleto. Non è inerte. Reagisce. E’ un sistema vivo. Esempi di cambiamenti. più o meno riusciti, più o meno annunciati, ce ne sono a bizzeffe. La storia dell’insegnamento del corsivo è uno di questi casi. Quello della matematica moderna ne è un altro. Un terzo è l’introduzione precoce dell’insegnamento di una lingua straniera nella scuola primaria. Un altro è stata la TV scolastica, il proiettore per le diapositive e il prossimo saranno le TIC. Questa nota annuncia appunto quanto si trama nei sistemi scolastici con le TIC.

Dunque questo non è un aneddoto

È ampiamente noto che la popolazione di certi paesi ha una calligrafia migliore che non la popolazione che ha frequentato altri sistemi scolastici. In particolare, vicino a noi, nel mondo anglosassone, soprattutto negli Stati Uniti dove nelle scuole si insegna ancora la calligrafia e si impara a scrivere in corsivo. Nei paesi asiatici invece la calligrafia ha un valore culturale elevatissimo. Nelle scuole giapponesi e cinesi per esempio si affiggono in classe, nelle scuole primarie, le migliori pagine di ideogrammi. Le lezioni di calligrafia si prolungano ben oltre i primi anni della scuola primaria e ci sono corsi di calligrafia anche per adulti. La cultura e il valore della calligrafia sono pure curati nel mondo arabo.

La calligrafia è un anacronismo ?


Il dibattito sul valore della calligrafia e sulla sua importanza è vivace soprattutto laddove, come negli Stati Uniti, esiste una seria minaccia di scomparsa delle lezioni di calligrafia ed in questo caso, in particolare, dell’apprendimento del corsivo come stile calligrafico che contraddistingue un certo tipo di scolarizzazione e al quale viene attribuita un’importanza rilevante in quanto espressione di valori peculiari e quindi modo di apprendimento di tali valori.

Negli Stati Uniti il dibattito sul posto dalla calligrafia nell’insegnamento è in questo momento vivace per via delle pressioni esercitate dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione che sono una vera e propria minaccia per la calligrafia e per la scrittura con la penna. Insegnanti e studenti sono divisi sul valore dell’apprendimento di una calligrafia scorrevole, elegante, esteticamente piacevole, in un’ epoca in cui il computer, le TIC, le tavolette e le tastiere dei cellulari sembrano aver reso inutile l’ esercizio della scrittura a mano con la penna. Ci si chiede se vale ancora la pena in una società ormai fortemente computerizzata di spendere del tempo per insegnare a scrivere, se ciò non sia un’ anacronismo, quando anche le firme sono diventate elettroniche, ma altri sostengono invece che questo esercizio non soltanto perfeziona le competenze motorie, ma contribuisce ad acquisire una maggiore fluidità della scrittura e della lettura, a sviluppare la propria personalità, a evidenziare il timbro unico di ognuno, a valorizzare la memoria storica poiché si condivide uno stesso modo di scrivere con gli antenati oppure con gli autori dei documenti fondanti le nostre società.

Standard d’apprendimento in discussione negli USA


Questo dibattito è in corso mentre 45 Stati negli Usa stanno adottando standard comuni per l’inglese e la matematicache saranno applicati a decorrere dal 2014 e nei quali non è più previsto l’insegnamento e quindi la padronanza della calligrafia corsiva mentre invece si richiede la competenza ad utilizzare la tastiera alla fine della scuola primaria.

 

Poca resistenza : il dado è tratto

Alcuni Stati si sono opposti a questa opzione. Tra questi la California, la Georgia e il Massachusetts. Questi Stati hanno aggiunto agli standard nazionali l’acquisizione del corsivo, mentre altri Stati come per esempio l’Indiana, l’Illinois, le Hawaii hanno lasciato ai distretti scolastici, ossia ai provveditorati, l’opzione di scegliere se continuare o meno a insegnare nelle scuole la scrittura corsiva. In ogni modo, 45 Stati hanno già annunciato che abbandoneranno l’insegnamento del corsivo nelle scuole. Non si capisce perché gli studenti debbano apprendere due modi di scrivere, uno in corsivo con la penna, ed uno con la tastiera. Molti alunni negli USA non sanno già più scrivere in corsivo, non riescono nemmeno a decifrare la scrittura dei loro genitori e quando devono scrivere, scrivono in stampatello, anche quando sono matricole universitarie.


Che lo si voglia o no, il corsivo anche negli Stati Uniti si sta perdendo a grande velocità soprattutto perché le scuole sostituiscono la penna e la carta con il computer e gli apprendimenti sono verificati con test elettronici. Del resto, tra tre anni, tutti i test standardizzati negli USA dovranno essere somministrati elettronicamente. [2].

Standard nazionali USA per la scrittura

Gli standard nazionali Usa riguardanti l’uso della tecnologia della scrittura sono i seguenti :

 

  • Dalla scuola dell’infanzia al 2º anno della scuola primaria :

“con l’aiuto e il sostegno di un adulto, l’alunno esplora differenti strumenti numerici in vista di produrre e pubblicare scritti, anche in collaborazione con i compagni”.

 

  • 3º anno di scuola primaria :

“con l’aiuto e il sostegno di un adulto, l’allievo utilizza la tecnologia per produrre e pubblicare propri scritti (in questo modo si sviluppa la sua competenza a servirsi della tastiera) come pure per interagire e lavorare con gli altri.

 

  • In 4ª e 5ª elementare :



Con l’ aiuto e un sostegno ridotto da parte di un adulto, l’alunno (ndr. : l’alunno deve arrangiarsi da solo)) utilizza la tecnologia, compreso Internet, per produrre e pubblicare propri scritti come pure per interagire e collaborare con gli altri. Alla fine della scuola primaria l’alunno deve dimostrare di possedere una padronanza sufficiente della tastiera per produrre senza intoppi, di filato, almeno una pagina scritta da solo.

[1] La scrittura corsiva è nata in Italia nel Cinquecento. Da allora in poi molti documenti sono stati scritti in corsivo e gran parte della corrispondenza negli archivi è in corsivo

[2] A questo punto, non resta che sorridere se si pensa che in Italia si sono imposti test elettronici dal giorno all’indomani, senza nessuna preparazione specifica