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Altra edizione di PISA in Focus, la no. 16 dedicata allo stipendio in base al merio. Sfruttando la miniera di dati raccolti con l’indagine PISA, incrociandoli a dovere, come lo fanno assai bene i giovani ricercatori reclutati dall’OCSE, ne risulta una bella constatazione : lo stipendio in base al merito non è molto efficace per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento ma è efficace in alcuni casi, laddove gli stipendi degli insegnanti sono davvero bassi, per esempio in Messico.

Esiste dunque una soglia di stipendio al di sopra della quale i premi stanziati per riconoscere l’impegno sono altro che un regalo fatto a talune persone che non serve gran che per la goustizia scolastica.

 

In quattro fogli i ricercatori reclutati dall’OCSE precisano e desrivano risultati che la prosopopea ufficiale non osa presentare. Non è la prima volta che ciò succede con PISA in Focus. Qui risiede l’interesse di questo bollettino mensile : succinto, essenziale, ben composto, leggibile ma soprattutto veritiero, scientifico. Il commento dei dati benché redatto con mille precauzioni (lo si capisce assai bene) , illustra e difende tesi che i documenti di prima mano dell’OCSE, quelli politici, non affermano.

I giovani redattori probabilmente hanno dovuto battagliare per salvare le loro conclusioni, ma qualcosa delle loro analisi resta e questo è quanto conta : seminare il dubbio sulle conclusioni di natura politica tratte dai macro-dati analizzati al passo di corsa. Questa volta è il caso dello stipendio in base merito, degli incentivi finanziari per i bravi docenti. La faccenda è astrusa, delicata. Non è da scartare sui due piedi con argomenti dottrinari, ma merita di essere studiata fondo. Questo numero di Pisa in Focus va in questa direzione.