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Nel Burkina Faso chiusa una classe per stregoneria (notizia pubblicata il primo marzo dal quotidiano "Le Pays" del Burkina Faso).

 

Al rientro delle classi dopo le vacanze natalizie, ad inizio gennaio, il direttore della scuola primaria di Budé, nella regione degli Alti Bacini [1] ha deciso di chiudere la classe del primo ciclo della scuola primaria che accoglie un’ottantina di alunni dalla prima alla terza elementare.

 

Queste classi raggruppano alunni di ogni età: dai piccolini di prima elementare ai pre-adolescenti bocciati a ripetizione o in ritardo nella scolarizzazione per molteplici e ripetute assenze ma che si sforzano di arrivare almeno alla fine della terza elementare.

 Stregoneria

La chiusura della classe è una questione di stregoneria. Il direttore della scuola ha infatti dichiarato che si sente male ogni qualvolta giunge a scuola. Il malessere è persistente. Si tratta del secondo direttore della scuola. Il primo si è suicidato nel 2008, un anno dopo l’inaugurazione, trangugiando dell’acido nel suo ufficio. Gatta ci cova! Allarme rosso!

 

Il secondo direttore ha chiamato uno stregone per esorcizzare l’edificio scolastico, ha svuotato l’ufficio della direzione, è andato a vivere in paese invece che rimanere nell’appartamento a lui riservato nella scuola. Nulla da fare. Ogni volta il malessere non scompare. Allora ci vogliono mezzi più radicali.

 

Consultazione degli esperti!

 

Il direttore decide di consultare i saggi locali e gli stregoni. Il verdetto è inappellabile: la scuola è stata costruita in un luogo sbagliato, in un luogo sacro e i saggi non sono stati consultati prima della costruzione. Per togliere il malocchio occorrono sacrifici, costosi (per la povera gente del posto), costo 300€ circa. 

 

Il direttore si dà da fare e organizza una colletta presso le famiglie che permette di raccogliere un gruzzolo di 150€. Ne manca la metà. Nel frattempo la classe resta chiusa ed è chiusa tuttora. I bambini restano a casa. Si spera che le autorità comunali versino la somma mancante.

 

I programmi internazionali di scolarizzazione universale

 

L’aneddoto è significativo dei problemi dei programmi internazionali di scolarizzazione universale, come il celebre programma "Educazione per tutti" [2] sponsorizzato dall’UNESCO e dalla Banca Mondiale. La società si difende: non vuole la scuola propagandata e pubblicizzata dalle ex-potenze coloniali. Non è un’opposizione alla scuola ma a un tipo di scuola che propone una cultura diversa da quella della società nella quale si installa, che ignora l’antropologia, la cosmogenesi, la struttura dell’universo, le regole che governano le relazioni tribali, i grandi miti sulla costruzione dell’universo, sul senso della morte e della vita. Queste società non sono incolte, come lo dimostrano gli studi sui Dogon che vivono tra il Burkina Faso e il Mali, ai bordi del fiume Niger.

 

 Mentre gli stregoni deliberano, i professori di pedagogia dell’università di Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso tengono lezioni sulla pedagogia delle competenze e il Ministro dell’educazione partecipa a conferenze internazionali a Parigi o a Ginevra, all’ UNESCO o al BIE, e la scuola di Benté resta chiusa. Quel che succede ai bambini nessuno lo sa. Tra poco manderemo uno squadrone di sociologi ad indagare.

 

[1] Una delle 12 regioni del Burkina Faso

[2] Acronimo "EPT*