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Anche negli Stati Uniti tagli drastici agli investimenti per la scuola.

L’anno fiscale negli Stati Uniti inizia il primo luglio. Numerosi Stati con una maggioranza repubblicana ne hanno approfittato per imporre svolte politiche radicali alla politica. La scuola non è uscita indenne e nemmeno i diritti sindacali del corpo insegnante. Tutti pagano il nuovo corso.

In taluni Stati come il Texas, il Wisconsin, l’Ohio, il legislatore ha proposto riduzioni significative delle spese per le scuole mentre in altri Stati come la California e lo Iowa la scuola (dal’educazione prescolastica fino all’insegnamento secondario di secondo grado) è uscita sana e salva da questo tornado nato da una politica di forti restrizioni finanziarie.

Non è quindi solo in Italia o solo in Europa che si riducono gli investimenti per la scuola, andando contro il parere e le raccomandazioni dell’OCSE, che predica il contrario.

 

Il segretario generale dell’istruzione dello Stato della Carolina del Sud [1] ha affermato che ormai bisogna rassegnarsi di fronte a questi tagli e imparare a "fare di più con meno". In una provincia di questo stato (la contea di Abbeville) che conta 3000 studenti, il preventivo per la scuola è stato ridotto di 4 milioni di dollari costringendo le autorità scolastiche a tagliare le spese per l’educazione prescolastica, l’educazione artistica, le lingue straniere nonché per altri programmi.

Ma c’è di peggio nello Stato del Minnesota, il fallimento delle discussioni tra repubblicani e democratici ha obbligato il governatore a chiudere addirittura il dipartimento dell’educazione mandando a casa quattrocento funzionari. Inoltre lo Stato è stato costretto a sospendere il reclutamento di qualsiasi nuovo insegnante. Per salvare il salvabile, in California, il Parlamento ha invitato i provveditori scolastici a non licenziare nessun insegnante nel prossimo anno fiscale.

Nel Wisconsin, la legge finanziaria approvata dal Parlamento controllato dalla maggioranza repubblicana, prevede una diminuzione dell’8,4% delle spese per la scuola.

Nel Texas la riduzione è di 4 miliardi di dollari per ognuno dei prossimi due anni.

Questa tendenza è largamente diffusa in tutti gli Stati Uniti. Le novità consiste nel fatto che le maggioranze repubblicane che hanno conquistato il potere in molti stati avevano in programma il rifiuto dell’aumento di qualsiasi tassa per colmare il debito pubblico, con l’argomento che in questo modo si sarebbe stimolata la crescita economica e sarebbe finalmente stata innestata una procedura virtuosa tendente a ridurre o ad almeno frenare la crescita dei servizi pubblici diventati ingordi e invadenti. L’opinione pubblica ha preso sul serio questa promessa e i deputati delle nuove maggioranze la interpretano alla lettera, ne tengono conto : nessuna nuova tassa. Non ci saranno nuove tasse per colmare le perdite causate da una nuova politica economica.Quindi riduzione delle spese su tutti i fronti. Questa è la ragione per la quale anche l’istruzione paga uno scotto molto elevato e deve far fronte ad una situazione inedita caratterizzata dalla riduzione delle risorse finanziarie e dal blocco delle politiche espansionistiche. Per il momento sembra che i sistemi scolastici non possano con tinuare ad espandersi come è successo negli anni scorsi.

[1] Il sovrintendente Ivan Randolph