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Quanto è successo questa estate al professor Silvano Tagliagambe in Sardegna è esemplare e non del tutto casuale. Il professor Tagliagambe è stato indotto a rassegnare con una lettera aperta le dimissioni da consigliere scientifico della rivista telematica Education2.0 perché la casa editrice che la diffonde ha boicottato, con altre case editrici italiane, il progetto ambizioso che faceva della Sardegna, d’intesa con il MIUR, il perno del passaggio del mondo scolastico cartaceo a quello masterizzato [1]. La vicenda è un’eloquente prova di forza che dimostra assai bene come il mondo degli editori scolastici i quali, probabilmente, fanno lauti guadagni con la pubblicazione dei manuali scolastici, non è affatto disposto a cedere i suoi privilegi consolidati nel corso di decenni e a darla vinta ai tentativi che mirano ad utilizzare le nuove tecnologie per modernizzare il servizio scolastico. I futuri manuali scolastici digitalizzati quando ci saranno avranno via libera con il beneplacito delle case editrici, ossia saranno nelle loro mani e saranno prodotti da loro. Questo è un eufemismo per dire che saranno le case editrici a sostituire i manuali cartacei con i manuali masterizzati. Questo significa anche che è illusorio ritenere che le TIC saranno un elemento sufficiente per modificare l’impostazione dei sistemi scolastici e che si potrà contare sulle TIC per creare, inventare un nuovo sistema scolastico.


All’inizio di settembre di quest’anno l’associazione USA dei direttori delle tecnologie dell’istruzione degli Stati americani [ [State Educational Technology Directors Association (SETDA)]] ha rilasciato un documento nel quale si suggerisce che il passaggio al materiale d’istruzione masterizzato nelle scuole avverrà entro 2017 e che per controllarlo lo Stato o il servizio pubblico devono darsi una linea d’azione ben precisa [2].


È dunque indubbio che presto o tardi si passerà dalla didattica cartacea o delle fotocopie alla didattica delle lime e dei manuali digitalizzati. La transizione è imminente, tutte le premesse necessarie per realizzarla esistono. Il solo problema è rappresentato dalla resistenza delle case editrici. Da questo punto di vista si potrebbe supporre che il tentativo di Silvano Tagliagambe in Sardegna sia stato prematuro. Infatti, nonostante le cospicue risorse finanziarie previste, la regione Sardegna e il MIUR non hanno potuto fare nulla contro il boicottaggio organizzato dalle case editrici. Il documento americano intitolato “Esauriti” [3] contiene tre raccomandazioni rivolte ai responsabili politici, ai dirigenti scolastici, agli editori per fare in modo che la transizione verso la masterizzazione dei manuali scolastici avvenga senza traumi entro il 2017.


 Occorre qui ricordare che il mercato dei manuali scolastici è tra i più lucrosi per le case editrici e permette loro di sopravvivere grazie ad intese assai opache con molteplici corrispondenti scolastici. Quindi, la transizione verso i manuali scolastici non cartacei è un’operazione politica, tecnica, economica e didattica.

In prima linea occorrerebbe modificare la definizione di “manuali scolastici” in modo da poter dirottare i fondi che finora vengono utilizzati per la produzione cartacea verso la produzione di materiale masterizzato. Le politiche che finora concorrono a limitare il materiale didattico per le scuole talora con intenzioni anche lodevoli devono essere sostituite da direttive di nuovo genere. Inoltre è indispensabile impostare un vasto programma di ricerche scientifiche e di valutazioni i cui risultati dovrebbero essere condivisi ampiamente.

[1] Coloro che intendono essere edotti della vicenda possono svolgere una ricerca su Google

[2] Il documento in inglese di 57 pagine può essere scaricato dal sito della SETDA

[3] "Out of Print : Reimagining the K-12 Textbook in a Digital Age"