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 Segnaliamo un altro articolo pubblicato lo scorso anno dalla rivista "Teachers College Record" dalla Columbia University di New York che è stato recentemente liberato dal copyright, e che è quindi accessibile a tutti cliccando qui. L’articolo è in inglese. L’autrice Nicole B. Kersting è professore all’università dell’Arizona.

L’articolo s’intitola così: 

Why "Engineering" Teacher Evaluation Systems is Best

ed è stato pubblicato l’11 luglio 2014

La valutazione degli insegnanti si diffonde a macchia d’olio nonostante le resistenze degli insegnanti e le critiche degli specialisti. I responsabili politici non le ascoltano e fanno di testa propria. Vogliono valutare gli insegnanti e modificare il sistema di retribuzione in funzione dell’anzianità. In secondo luogo tentano, senza riuscirci, di filtrare il corpo insegnante per liberarsi dei docenti incompetenti, ossia degli insegnanti che fanno male il loro mestiere, che non sanno insegnare, che commettono errori grossolani a scuola. Un altro obiettivo perseguito dai responsabili politici della scuola è di migliorare il modello di valutazione in auge, perché gli insegnanti da sempre sono valutati. La valutazione degli insegnanti di per sé non è una novità. Si tratta oggigiorno però di raccogliere informazioni più oggettive, più accurate sul loro operato di quanto non si abbia fatto finora nella maggior parte dei sistemi scolastici. Raccogliere migliori informazioni di per sé non è un male. Si segnala questo articolo come un contributo al dibattito scottante, anche in Italia, sulla valutazione degli insegnanti e non perché si sia d’accordo con la proposta fatta.

Da un punto di vista teorico, i sistemi di valutazione degli insegnanti dovrebbero migliorare l’insegnamento mediante la correzione dei difetti e delle carenze rilevate dalle valutazioni e contribuire alla "rendicontazione" delle scuole. Questa è la giustificazione ideale delle ricerche e delle sperimentazioni in corso. Il conseguimento di questi scopi non va da sé fin quando non si muta il modello da un punto di vista politico, ovverosia dal punto di vista delle aspettative dei dirigenti scolastici e dei responsabili della scuola e fin quando non si adotta una diversa procedura che l’autrice designa come ingegneria della valutazione. Un sistema di ingegneria potrebbe permettere di tratteggiare procedure solide e corrette di valutazione degli insegnanti, accrescere le opportunità di miglioramento dell’insegnamento ( e quindi dell’apprendimento da parte degli alunni e degli studenti) grazie al monitoraggio permanente e al feedback delle informazioni, e generare una vera e propria responsabilità per la procedura di valutazione perché le informazioni che questi sistemi generano sugli insegnanti possono essere valutate rispetto agli obiettivi e gli usi espliciti della valutazione resi pubblici dai sistemi stessi.