Presentazione commentata dei risultati dell’indagine sperimentale svolta dall’OCSE sui quindicenni di tredici sistemi scolastici a proposito delle loro competenze finanziarie ed economiche.

Version imprimable de cet article Version imprimable

Valutazioni sperimentali

L’OCSE ha appena pubblicato i risultati di un’indagine sperimentale sulle competenze finanziarie dei quindicenni, anzi sulle conoscenze dei quindicenni in materia di gestione finanziaria, svolta nell’ambito dell’indagine sulla cultura matematica realizzata nel 2012. Il test, ossia lo strumento di indagine, e’ stato predisposto da un gruppo internazionale presieduto da una economista italiana che insegna al Dartmouth College, Hanover, la prof.ssa Annamaria Lusardi. Si tratta di una prima assoluta a livello mondiale che esplora un campo finora trascurato dalle indagini PISA e che e’ suscettibile di avviare un sovvertimento dei programmi scolastici. I risultati non sono di per se’ molto interessanti, anche se lasciano intravvedere piste di analisi del lavoro scolastico assai interessanti, ma il progetto di inserire nell’indagine PISA una opzione che tratta della gestione finanziaria non e’ tutt’altro che balzana. Questa volta la prova era sperimentale e solo un numero limitato di sistemi scolastici hanno accettato di somministrarla ai quindicenni , ma si tratta di un colpaccio dei responsabili di PISA i quali hanno dimostrato che con la valutazione si possono esplorare situazioni, coonesti, competenze diverse da quelle più’ o meno disciplinari, ossia collette alle discipline scolastiche classiche come la lettura, la matematica, le scienze.

Il numero 41 del bollettino "Pisa alla lente" è dedicato alla presentazione dei risultati del test sperimentale sulla gestione finanziaria degli studenti quindicenni. Non tutti i sistemi scolastici hanno accettato di partecipare a questa sperimentazione. L’Italia però è presente sia con i punteggi medi nazionali che con i punteggi di svariate regioni. È sempre sorprendente constatare come un paese come l’Italia dove la cultura della valutazione è particolarmente bassa e dove il numero di specialisti della valutazione delle scuole è particolarmente ridotto e dove inoltre ci sono pochissime università nelle quali si offrono specializzazioni di formazione nella valutazione su vasta scala, si ritrova sempre nonostante questi handicap in Italia nelle indagini internazionali che tra l’altro sono assai costose.

 

I risultati non sono disastrosi come invece li valuta l’OCSE. Si poteva temere il peggio. Nei tredici sistemi scolastici dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine (non molti), il 10% dei quindicenni dimostra di essere in grado di capire e di analizzare prodotti finanziari complessi e di risolvere problemi finanziari fuori dall’ordinario, mentre il 15% degli studenti puo’ al massimo prendere decisioni semplici riguardanti le spese quotidiane e riconoscere tra i documenti finanziari almeno le fatture. Non e’ proprio gran che quello che sanno fare, ma si tratta solo del 15% del campione. 

 

In ogni modo vale la pena attirare l’attenzione sul fatto che parallelamente all’indagine Pisa sulle competenze matematiche si dimostra nel 2012 che e’ stata messa a punto la possibilità di sperimentare un’indagine sulle competenze degli studenti quindicenni nella gestione finanziaria (tra l’altro ignorata dalle competenze chiave dell’Unione Europea). Nel bollettino pubblicato da Pisa non viene fornito nessun esempio di domande inserite nel testo [1]. Sarà quindi molto o utile e peraltro indispensabile sia analizzare il quadro teorico di riferimento utilizzato per costruire il test quando sarà pubblicato sia le domande che compongono lo strumento somministrato agli studenti.

Pisa definisce la cultura finanziaria come "la conoscenza, la comprensione dei concetti dei rischi finanziari, così pure come le competenze, la motivazione e la fiducia necessarie per utilizzare queste conoscenze e questa comprensione per prendere decisioni fondate su un ampio ventaglio di contesti finanziari, per migliorare il benessere finanziario degli individui e della società, è per partecipare attivamente alla vita economica". Non è qui il caso per discutere questa definizione assai densa e complessa ma è indubbio che a 15 anni gli studenti dovrebbero avere alcune idee sui meccanismi finanziari, sul funzionamento delle banche, su quello delle assicurazioni, sulle tassazioni perché presto o tardi saranno confrontati a problemi posti dagli strumenti finanziari e a partire da un certo punto dovranno pure pagare le imposte e quindi capire come le imposte vengono stabilite. 

Si può supporre anche che una parte di queste conoscenze non viene affatto appresa nelle scuole. Il bollettino di Pisa non indica quali sono i sistemi scolastici che contemplano nel curriculi indicazioni che obbligano gli insegnanti e le scuole a trattare questi argomenti. Occorrera’ leggere il documento sintetico. 

Il test sulle competenze in materia di gestione finanziaria da parte dei quindicenni è più che benvenuto tanto più che una percentuale di questi studenti dopo i 15 anni smette di andare a scuola, va a lavorare\, lavora al nero con contratti a corta durata, oppure e’ disoccupato o non cerca nemmeno un lavoro. 

L’indagine Pisa su questo argomento è una novità assoluta. Si tratta della prima valutazione internazionale svolta in questo campo. Circa 29.000 studenti di 18 paesi che collaborano con l’OCSE o che sono membri dell’OCSE i quali rappresentano 9 milioni di studenti di 15 anni hanno partecipato a questa valutazione. Il bollettino no.41 distribuito dall’OCSE insiste molto su due elementi : le conoscenze finanziarie e il livello socioeconomico degli studenti da un lato, le correlazioni esistenti tra le conoscenze e le competenze in materia di gestione finanziaria e le competenze e conoscenze di cultura matematica dall’altro.

Nel bollettino si afferma che la cultura finanziaria mobilita competenze diverse da quelle richieste in matematica oppure per la comprensione dei testi. Era ora di dirlo. I dati raccolto da questa indagine, tra l’atro molto migliore che non quella sulla soluzione dei problemi(problem solving), dimostrano ampiamente la pertinenza di questa affermazione. Un livello elevato di competenze di cultura matematica o di comprensione dei testi scritti non va di pari passo con punteggi eccellenti nello strumento sulla cultura finanziaria come lo si osserva tra i quindicenni australiani, belgi ( fiamminghi), neozelandesi, della repubblica ceca o dell’Estonia).In Italia, Francia e Slovenia i quindicenni invece ottengono invece nello strumento sulla gestione finanziaria punteggi inferiori a quelli che si potrebbe aspettare tenendo conto dei punteggi in matematica e in comprensione dello scritto. L’affermazione dell’OCSE e’ in ogni modo rilevante perche’ conferma che si possono apprendere e sviluppare competenze rilevanti fuori dall’ambito scolastico, senza andare a a scuola. Come ? Non si sa. Queste sono indagini da svolgere in futuro. A questo punto sarebbe buona cosa sperare che i responsabili dei sistemi scolastici non traggano conclusioni avventate e decidano di inserire nei curricoli scolatici una nuova disciplina come per esempio una sulla gestione finanziaria o l’economia. Non i può escludere purtroppo un esito del genere che genererebbe un gruppo di pressione nuove all’interno degli apparati scolastici.

Come al solito, l’OCSE non ha nessuno scrupolo a presentare i risultati delle risposte al test sotto forma di classifiche nelle quali l’Italia non fa bella figura (ma ciò non è una novità) tranne il Veneto ed il Friuli dove gli studenti quindicenni conseguono un punteggio medio leggermente superiore alla media dei tredici paesi dell’OCSE che hanno partecipato all’indagine, Bolzano che e’perfettamente nella media dell’OCSE e Trento che e’ molto vicino e che ha un punteggio medio leggermente superiore a quello degli Stati Uniti. Gli studenti lombardi conseguono un punteggio più basso in questo test particolare che li colloca tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa.

Per formulare un commento più consistente e’ indispensabile disporre dei volumi con i risultati completi dell’indagine e con il quadro teorico che e’ stato utilizzato per costruire lo strumento somministrato ai quindicenni. Il bollettino non basta.

[1] Esempi di domande si possono trovare cliccando qui

Les documents de l'article

PISA_A_LA_LOUPE_41.pdf