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Les évêques catholiques espagnols appellent les parents et les directeurs d’école à boycotter les nouveaux programmes d’enseignement décidés par le gouvernement à la fin de décembre et notamment une des huit compétences essentielles, " la compencia social y ciudadania (compétence à devenir et être un citoyen), qui correspond au pilier 6 du socle commun des connaissances adopté en France (les compétences sociales et civiques). “Le Monde” du 4-5 mars rend compte de ce nouveau conflit entre l’Eglise catholique espagnole et le gouvernement socialiste présidé par José Luis Rodriguez Zapatero.

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La Commissione permanente della Conferenza dei vescovi spagnoli ha adottato all’unanimità giovedì primo marzo una dichiarazione di protesta contro il decreto reale adottato alla fine di dicembre 2006 nel quale si stabiliscono le competenze minime per l’istruzione primaria e secondaria obbligatoria. I vescovi invitano i genitori ed i direttori di scuola a far valere l’obiezione di coscienza contro l’applicazione dei nuovi programmi della LOE (Ley Orgánica de Educación) ed in particolare la sezione riguardante lo sviluppo della competenza riguardante la partecipazione alla vita sociale e democratica. Secondo i vescovi, le indicazioni del governo sono inaccettabili perché impregnate di relativismo morale, sono pregiudizievoli allo sviluppo della persona e violano la libertà d’insegnamento e la libertà religiosa.

Il nuovo curricolo dovrebbe essere applicato con il prossimo anno scolastico (2007-2008) per tre anni , dalla fine della scuola elementare e per almeno due anni di scuola media, in ragione di due ore settimanali. Non è chiaro se le scuole paritarie, sia quelle private cattoliche ( che accolgono il 7% degli studenti) sia quelle sotto contratto con lo stato ( «centros concertados» che accolgono un quarto degli studenti e che sono gratuite perché interamente pagate dallo stato ) rifiuteranno di applicare le istruzioni governative relative allo sviluppo di questa competenza.

Commento

Questo conflitto tra Stato e Chiesa su una delle competenze che costituiscono il quadro di riferimento dei nuovi programmi scolastici è una testimoninaza non tanto dei problemi che sorgono quando si modificano i curricoli, il che di per sé non è affatto una novità, quanto della crisi profonda che mina il senso della scolarizzazione nel passaggio da un’impostrazione curricolare imperniata sulle discipline ad una imperniata sulle competenze. Basil Bernstein affermava, agli inizi degli anni 70, che il cambiamento dei repertori di conoscenze scolastici, ossia lo slittamento da programmi d’insegnamento o curricoli di tipo "collezione" ( a compartimenti) a curricoli integrati era il riflesso di una crisi etica di portata sociale. Ne abbiamo qui una dimostrazione.