Resoconto critico della relazione finale del programma attuato a Milwaukee che permette alle famiglie di scegliere la scuola privata che preferiscono senza costi aggiuntivi.

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Libertà di scelta della scuola

La libertà di scegliere per la scolarizzazione l’iscrizione in una scuola privata o paritaria oppure in una scuola statale è un tema scottante nelle politiche scolastiche. I fautori della libertà di scelta della scuola ritengono che questo sia un diritto fondamentale e che l’iscrizione in una scuola privata da parte delle famiglie che lo auspicano permetta di ottenere migliori risultati scolastici. Se ciò fosse verificato allora si dovrebbero compensare le famiglie che pagano una retta per la scolarizzazione dei figli nelle scuole paritarie o private e che non inscrivono i figli nelle scuole statali. Un’esperienza su vasta scala è in corso da un ventennio a Milwaukee nello Stato del Wisconsin (Stati Uniti) ma i risultati non sono convincenti, nel senso che la categoria di studenti dei ceti sociali poveri inscritta nelle scuole private del distretto scolastico non consegue risultati scolastici migliori della categoria analoga che frequenta le scuole statali. Ci si può quindi interrogare sull’opportunità di versare un "buono-scuola" alle famiglie per pagare le rette delle scuole private se si prescinde dall’applicazione del principio giuridico della libertà di scelta della scuola.

I "buoni-scuola" a Milwaukee

 

Il distretto scolastico di Milwaukee nel Wisconsin [1] è noto per essere stato il primo ad impostare un programma di buoni-scuola versati alle famiglie desiderose di scolarizzare i figli in una scuola privata invece che in una scuola statale. Per compensare le spese delle famiglie, il distretto scolastico di Milwaukee [2] ha previsto di versare un buono-scuola [3] alle famiglie delle classi sociali povere che avrebbero optato per una soluzione del genere e che avrebbero preferito non mandare i figli alla scuola statale. Il programma noto con l’acronimo MPCP [4] è iniziato nel 1990 proprio per permettere alle famiglie di inscrivere i figli nelle scuole private a spese dello stato. Nel primo anno di funzionamento il programma ha incluso 341 studenti in sette scuole private laiche.

Il programma di Milwaukee è l’esperienza per eccellenza dell’applicazione del principio del rimborso delle spese alle famiglie che scelgono di inviare i figli in una scuola privata piuttosto che alla scuola statale. Numerosissime analisi sono state effettuate su questo programma. [5]

L’evoluzione del programma "buoni-scuola" di Milwaukee

L’MPCP è rimasto per anni un piccolo programma pilota. Nel 1995 i giuristi dello Stato del Wisconsin autorizzano 1’ espansione del programma e concedono che la percentuale degli studenti dei primi 12 anni di scuola che possono optare per una scuola privata passi dal’ 1,5 al 15%, Inoltre è legalizzata l’inclusione nel ventaglio delle scuole private non soltanto delle scuole laiche ma anche delle scuole religiose. Queste modifiche però rimasero sul tappeto per tre anni, fino al 1998, quando la suprema corte di giustizia dello Stato del Wisconsin le decretò costituzionali.

Il programma MPCP fece allora un balzo in avanti di più del 400% e subì una rapida trasformazione : l’iniziativa non rimase più un piccolo programma pilota ma divenne un vero e proprio programma su vasta scala di scelta della scuola. Nel 2009-2010 circa 20.000 studenti e 110 scuole private del distretto scolastico di Milwaukee partecipavano a questo programma che non era più dunque una piccola esperienza. Nel 2010 l’importo massimo del buono scuola era di 6442 dollari USA.

La valutazione finale del programma


Recentemente, sono stati pubblicati tre documenti di valutazione del MPCP prodotti dall’università dell’Arkansas [6]. In una nota pubblicata il 19 aprile 2012 dal Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche [7] ospitato dal Dipartimento di scienze dell’educazione [8] dell’Università del Colorado Boulder si analizza e si discutono questi tre documenti di valutazione proprio perché la questione della libera scelta della scuola e il finanziamento delle famiglie che scelgono di scolarizzare i figli nelle scuole private invece che in quelle statali è un tema scottante delle politiche scolastiche non solo negli Stati Uniti ma ovunque. La questione ha un aspetto ideologico che è quello soprattutto affrontato nel dibattito in Italia, in Francia e in Spagna e un aspetto scientifico che è quello adottato a Milwaukee. Questo significa chiedersi con grande pragmatismo se scolarizzare i figli nelle scuole private piuttosto che in quelle statali giova all’apprendimento. Se la risposta è affermativa allora si deve contemplare il versamento di un "buono-scuola" che aiuti le famiglie a pagare le rette delle scuole private. Se invece i risultati scolastici delle scuole private non sono migliori di quelli delle scuole statali allora il versamento di un "buono-scuola" non si giustifica. 

Poiché la missione del Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche è quella di produrre e di divulgare analisi critiche di alta qualità delle indagini scientifiche sulla scuola per fornire argomenti consolidati al dibattito politico, era inevitabile che il Centro esaminasse queste valutazioni e formulasse il suo parere sia sul metodo utilizzato per svolgere valutazioni scientifiche dal programma che sui risultati del programma stesso.

Le conclusioni rese pubbliche dal Centro dopo aver esaminato in dettaglio i tre documenti di valutazione non lasciano dubbi in merito : il programma dei "buoni-scuola" attuato a Milwaukee non è convincente e offre spazio a svariate critiche. Il Centro del Colorado riconosce che l’università dell’Arkansas ha svolto bene le valutazioni ma aggiunge anche che i dati raccolti non forniscono prove sufficienti per convalidare un programma di "buoni-scuola" che ha più di 22 anni. Queste sono le conclusioni tratte dai tre rapporti [9].
 

Risultati delle valutazioni


Le valutazioni svolte nell’ambito del "School Choice Demonstration Project" sono il frutto di 5 anni di lavoro. I tre documenti analizzati dal centro sono il numero 29, 30 e 32. Come già detto questi tre documenti non sono che gli ultimi di una lunga serie di analisi.

In questi documenti finali si sottolineano alcuni aspetti positivi dei "buoni-scuola" per famiglie povere :

 

  • Il campione di studenti delle scuole elementari e secondarie del MPCP conseguiva nei test di lettura punteggi migliori nel quinto anno del programma che non il campione di studenti delle scuole statali del distretto scolastico di Milwaukee [10]. Questo campione di studenti che frequentava le scuole private batteva gli studenti delle scuole statali anche nel test di matematica, ma la differenza non era statisticamente significativa (documento numero 29).
  • Gli studenti le cui famiglie avevano ricevuto il "buono- scuola" per permettere ai figli di frequentare una scuola privata e che nel 2006 frequentavano l’8º o il 9º anno di scuola, ovverosia che si trovavano alla fine della scuola media in termini italiani, avevano molto più grandi probabilità di terminare con successo l’insegnamento secondario di 2º grado e di “essere ammessi a un’ istituzione universitaria di quattro anni”, nonché di “restare per quattro anni in questa istituzione dopo la fine del primo anno come matricole” (documento numero 30).
  • I confronti tra i risultati nei test di conoscenza degli studenti del programma MPCP e quelli del campione di studenti delle scuole statali di Milwaukee (MPS) non permettono di giungere a conclusioni chiare (documento numero 32). Per esempio, il campione degli studenti provenienti dai ceti meno abbienti nel gruppo MPS ottiene in media punteggi più alti degli studenti del programma MPCP nel test di lettura, matematica e scienze nel quarto anno di scuola elementare e nel test di matematica nell’ottavo anno di scuola [11] e del 10º anno [12]. Invece gli studenti del programma MPCP frequentanti l’ottavo e il decimo anno di scuola conseguono punteggi più alti che non quelli degli studenti delle scuole statali nella comprensione della lettura e nel test di cultura scientifica. Per questa ragione gli autori delle valutazioni riconoscono che bisogna procedere con cautela prima di trarre conclusioni generali.

Gli autori delle valutazioni ammettono che le loro scoperte non sono affatto sorprendenti alla luce delle informazioni fornite dalle indagini anteriori le quali dimostravano che non esisteva nessuna differenza tra i campioni di studenti del programma MPCP e quello delle scuole statali (programma MPS). In ogni modo il confronto tra questi due gruppi di studenti si rivela problematico perché i criteri di costruzione delle prove strutturate per le scuole private sono stati inaspriti nel corso degli anni. 

Si ha qui la dimostrazione di come si debba prestare grande attenzione ai dettagli e ai modi con i quali le valutazioni sono impostate soprattutto quando si svolgono valutazioni di tipo longitudinale, ossia valutazioni che mirano a verificare l’evoluzione degli apprendimenti lungo un arco di tempo relativamente ampio. In ogni modo i risultati delle valutazioni non permettono di trarre conclusioni valide per il futuro.

Considerazioni politiche

L’analisi critica svolta dal Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche è molto riservata rispetto all’analisi valutativa che ha confrontato le carriere scolastiche dei due campioni di studenti dopo aver terminato l’insegnamento secondario di 2º grado. Le riserve riguardano aspetti metodologici della valutazione. Per esempio, alla fine dell’insegnamento secondario di 2º grado, 3 studenti su 4 degli 801 studente del programma MPCP che erano giunti al 9º anno di scuola non frequentavano più una scuola privata. Quindi non si possono trarre conclusioni generali con i dati che riguardano solo un quarto del campione iniziale. Le perdite nel campione iniziale di studenti del programma MPCP sono alquanto rilevanti per cui non si possono ignorare ed hanno un’incidenza sulla percentuale di studenti che riescono a conseguire con successo il primo diploma universitario.
Inoltre, soltanto uno dei risultati della valutazione controllati meticolosamente con modelli analitici si è rivelato statisticamente significativo con le misure convenzionali. Entrambe queste osservazioni sono dei segnali d’allarme che impediscono di trarre conclusioni generali sulla validità del programma MPCP sia a livello terziario che alla fine dell’insegnamento secondario di 2º grado comparata alla validità di quanto fanno le scuole statali (programma MPS).


Gli analisti del Centro nazionale USA sulle politiche scolastiche affermano che “i risultati non sono particolarmente utili tranne che per fornire un’ istantanea sui risultati degli studenti del programma MPCP nonché un confronto con i risultati di un gruppo di studenti delle categorie sociali inferiori frequentanti le scuole statali in una batteria di test dello stato". Tuttavia, un’ analisi supplementare svolta sui punteggi conseguiti da scuole statali “realmente insufficienti o carenti” [13] ha utilizzato “punteggi limiti arbitrari” [14] ed era potenzialmente falsata dalla dimensione disuguale della campionatura.

Conclusione


Nessuna delle tre valutazioni fornisce un’indicazione convincente per l’adozione generalizzata di un programma di "buoni-scuola". In un certo senso, ciò è imputabile a lacune specificatamente metodologiche oppure a limiti analitici. Ma questo risultato è anche attribuibile ai dati stessi. Le valutazioni semplicemente falliscono nel dimostrare che i "buoni-scuola" sono associati con risultati migliori.




 

[1] Milwaukee è la più grande città dello stato del Wisconsin ed è una delle maggiori città degli USA

[2] Da notare che siamo in un regime scolastico e amministrativo fortemente federalista

[3] o Chèque-scuola

[4] MPCP, acronimo per "Milwaukee Parental Choice Program"

[5] La lista dei documenti si trova cliccando qui

[6] Le valutazioni sono state realizzate nell’ambito dal progetto denominato “School Choice Demonstration Project”. Questi tre documenti possono essere consultati cliccando qui

[7] Acronimo NEPC

[8] “School of Education”

[9] il comunicato stampa del centro delle politiche scolastiche si può consultare cliccando qui

[10] acronimo MPS, ovverosia "Milwaukee Public Schools”

[11] Equivalente all’ultimo anno della scuola media italiana

[12] Equivalente al secondo anno del biennio italiano

[13] In inglese "very low"

[14] In inglese “arbitrary cut scores"