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Effetto vacanze/Conséquences des vacances d’été

Articolo di Scott Cech pubblicato nel settimanale "Education Week", il 17 luglio 2007. L’articolo è protetto da Copyright ed è scaricabile dal sito web di "Education Week" solo se vi si è abbonati.

L’articolo riprende l’informazione inserita nel contributo sugli effetti delle vacanze estive inserito in questo sito.

Il calendario scolastico e le più o meno lunghe vacanze estive sollevano un problema di giustizia e di equità scolastica raramente trattato. L’autore riferisce in dettaglio i risultati della ricerca svolta a Baltimora dal Prof. Karl Alexander e colleghi della John Hopkins University i cui risultati sono stati pubblicati nel numero di aprile 2007 della rivista American Sociological Review (Lasting Consequences of the Summer Learning Gap, vol. 17, No. 2, 2007, pag. 167).

Due terzi del divario in competenze in lettura osservato a 14 anni tra gli studenti delle categorie sociali alte e quelli delle categorie sociali basse sarebbe imputabile a quanto si impara o non si impara durante le vacanze estive.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di 325 studenti di Baltimora comprendente sia bambini di prima elementare che studenti di 22 anni. La ricerca dimostra che moltissime delle qualità dalle quali dipendono le competenze in lettura, come per esempio le opzioni scelte a scuola, oppure il tipo di programma scolastico, il rischio di dispersione scolastica, la probabilità di inscriversi in un liceo, ecc., dipendono dalla categoria socio-professionale dell’allievo.

La metodologia seguita per la ricerca è descritta nell’articolo dell’American Sociological Review. Anderson afferma di essere stato sorpreso dall’ampiezza delle differenze di apprendimento delle conoscenze scolastiche connessa alla variabile vacanze estive . Il punteggi nei test svolti in cinque inverni successivi che misurano l’effetto dell’apprendimento in classe dimostrano invece che gli studenti delle classi sociali bassi sono alla pari con i loro compagni delle classi sociali più favorite.