Presentation du rapport "Fair choice – choosing a better admissions system" par Sarah Tough et Richard Brooks , Institut for Public Policy Research (IPPR), Londres ************************************* Presentazione del rapporto "Fair choice – choosing a better admissions system" a cura di Sarah Tough e Richard Brooks , Institut for Public Policy Research (IPPR), Londra

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Chi sceglie chi? /Qui choisit qui?

En Angleterre, les écoles sont plus ségrégées que ne le sont les quartiers dans lesquels elles se trouvent: voici un effet indirect de l’autonomie scolaire que les autorités britanniques essaient de corriger avec des nouvelles modalités de régulation des inscriptions.

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In Inghilterra, la segregazione nelle scuole è più forte che non nei quartieri circostanti. Le autorità scolastiche britanniche si sforzano di correggere quest’effetto indiretto dell’autonomia scolastica con nuove modalità d’iscrizione alle scuole

Il rapporto dell’Institut for Public Policy (IPRR) de Londra mette in evidenza l’ampiezza del fenomeno della segregazione scolastica nelle scuole e propone modalità per regolare le iscrizioni diverse da quelle proposte dal governo il 10 gennaio 2007 (si veda l’articolo di BBC News "School admissions rules finalised") nel rispetto dell’autonomia degli istituti.

L’aumento della segregazione nelle scuole a seguito di un’autonomia scolastica poco o male regolata è stato osservato, descritto e misurato da tempo. Il fenomeno è quindi noto: le scuole autonome, soprattutto se si trovano in concorrenza tra loro per non perdere allievi e correre magari il rischio di dover chiudere, selezionano gli allievi e si organizzano tra loro per ripartirseli, sia per evitare l’evenienza della chiusura della scuola per numero insufficiente di inscritti sia per non incorrere in problemi insolubili di gestione a causa dell’ eccesso di iscrizioni.

Quando si instaura la libertà di scelta della scuola, ossia quando la scuola da frequentare non è più imposta dall’indirizzo del domicilio, le scuole, in particolare le scuole elementari o le scuole medie, ma questo fenomeno vale anche per i licei o per gli istituti tecnici e professionali e per le scuole professionali, corrono o il rischio di svuotarsi o quello di essere invase da un numero di studenti superiore alla capacità d’accoglienza dell’istituto. Ne consegue che le scuole, in primo luogo i presidi, devono trovare una parata a questi scenari ed anticipare le scelte delle famiglie. L’autonomia delle scuole quindi, in un modo od in un altro, genera scuole di serie A, cioé scuole che si tengono i buoni allievi, che li attirano o che li scelgono, e scuole di serie B, complementari alle prime, indispensabili per il funzionamento del sistema, che "si sacrificano" nell’accoglienza degli allievi meno dotati o meno fortunati, ossia dei più deboli. [1] Da quanto si sa, questa suddivisione dei compiti tra scuole e questa specializzazione tra scuole facili e scuole difficili , scuole prestigiose e scuole anodine, che consente a tutti di trovare un posto ed a tutte le scuole di avere una ragione d’essere, è un’operazione assai opaca, più o meno concordata tra presidi, scuole, famiglie, notabili ed autorità locali. Ne risulta alla fin fine un sistema scolastico segregante, che aggrava le disuguaglianze scolastiche e che indebolisce, invece di migliorarla, l’equità del sistema. Le conseguenze di questo stato di cose sono molteplici, sia a corta scadenza, per esempio sullo svolgimento della scolarizzazione, sia a lunga scadenza, per esempio sulla coesione sociale oppure sul funzionamento del mercato del lavoro.

Confrontate a questo stato di cose, le autorità scolastiche britanniche si sono rese conto che l’ammissione o l’iscrizione ad una scuola non poteva essere lasciata all’arbitrio delle scuole e che occorreva disciplinare il comportamento delle scuole con criteri che regolano le procedure d’iscrizione. Nel comunicato stampa che presenta la ricerca del l’IPPR , School admissions should offer parents fairer choices, si sostiene che le scuole non possono stabilire ognuna per conto proprio i criteri d’ammissione da applicare al momento delle iscrizioni e che per offrire una possibilità di scelta equa per tutte le famiglie occorre instaurare un sistema locale di ammissioni, ossia, in altri termini, regolare le pratiche d’iscrizione modificando i criteri in auge fino ad ora, anche gli ultimi presentati l’8 gennaio 2007 dal segretario di stato del DfES (Department for Edication and Skills) al parlamento. L’ IPPR raccomanda che le iscrizioni alle scuole siano gestite dalle autorità scolastiche locali per fare in modo che la composizione della popolazione di ogni scuola sia equilibrata dal punto di vista socio-culturale e delle capacità intellettuali. Per altro, l’indagine dimostra (questo è un dato ormai ampiamente comprovato in diversi sistemi scolastici) che un alto livello di segregazione scolastica è in genere associato a risultati scolastici più bassi. Queste considerazioni, anzi queste osservazioni, mostrano quanto sia complicato combinare libertà di scelta delle famiglie, autonomia scolastica degli istituti e giustizia sociale nel servizio statale.

La BBC nelle sue News del 26 febbraio 2007 pubblica un articolo School selection comes under fire (La selezione scolastica presa di mira) che annuncia la prossima pubblicazione dell’indagine dell’IPPR e ne rivela le principali conclusioni.

[1] Si veda per esempio la sintesi delle ricerche inserita in Insegnanti al timone? Fatti e parole dell’autonomia scolastica. A cura di Norberto Bottani, Il Mulino, 2002, pp. 249, nel quale si fa il punto alla situazione vigente all’incirca una decina di anni fa.