Post apparso nel blog dell’OCSE sull’educazione il 9 settembre 2016

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Come si gestisce un sistema scolastico

Sei riforme scolastiche passate al vaglio dell’OCSE: nelle Fiandre, in Germania, nei Paesi Bassi, in Norvegia, Polonia e Svezia. Non male la scelta. Per una volta non si parla della Finlandia. Nessun studio di caso di un sistema latino. Si tratta di un esercizio tipico di educazione comparata. Il lavoro mette in evidenza le componenti costitutive di una moderna gestione dei sistemi scolastici: l’accountability, la formazione delle capacità ("capacity building") e il pensiero strategico. Centrale nella gestione amministrativa moderna di un sistema scolastico non è più il programma scolastico, la sua applicazione, il curricolo reale, quanto si apprende ma altri aspetti da curare, diffondere, promuovere, come per esempio la fiducia nel proprio sistema scolastico. A proposito cosa fa il MIUR?

 Documento:

Education Governance in Action

Lessons from Case Studies

 

Tracey Burns, Florian Köster, Marc Fuster
09 sep 2016
Pages :
176
ISBN :
9789264262829 (PDF) ;9789264262652(imprimé) ( cliccare qui per la lettura)


Dovrebbe esistere anche un’edizione in francese.

Ripresa parziale in italiano del post dell’OCSE


Nella società iper-scolarizzata come le attuali,i sistemi scolastici sono diventati apparati alquanto complessi nel quale operano molteplici istanze, ci sono ossia svariati livelli decisionali e gli attori che agiscono all’interno di questa macchina sono numerosi e hanno competenze diverse. La gestione di questi sistemi richiede una grande abilità, competenze raffinate, grande sensibilità per tenere conto sia dei postulati che provengono dalla base del sistema sia degli obiettivi nazionali. Un tempo questi obiettivi erano dominanti. Adesso lo sono meno ma la musica potrebbe cambiare. Una frangia importante degli attori, della popolazione, dei votanti, dei dirigenti politici tiene alquanto ad avere un sistema con obiettivi comuni identici per tutti. Nonostante la crisi dello Stato-Nazione, le nazioni non sono scomparse e anzi lottano per sopravvivere.

 

Considerata la complessità dei sistemi scolastici contemporanei per riuscire una riforma scolastica e per evitare conseguenze inaspettate è indispensabile usare e scambiare le conoscenze che si hanno di tutto lo spettro del sistema scolastico . Una buona e quindi un’efficace gestione del sistema scolastico esige la condivisione di questo insieme di conoscenze . A questo scopo si deve permettere una competizione del know-how tra tutti i livelli di gestione dell’apparato scolastico e si devono attivare pratiche diverse di conoscenza .

 

Nel volume testé pubblicato si insiste molto sull’interdipendenza tra conoscenza e amministrazione [1] e si presta particolare attenzione a tre dimensioni che sono maltrattate nelle sei riforme scolastiche analizzate nel volume il quale non è che una sintesi di studi di caso effettuati nell’ambito del CERI. Gli studi di caso hanno ciascuno prodotto un documento interno probabilmente accessibile anche se non è di dominio pubblico. In questi documenti si esaminano soprattutto tre aspetti della gestione, tre punti strategici: lo sviluppo delle capacità, il pensiero critico, e la rendicontazione.

 

Nel libro si passa dalla teoria alla pratica. I principali temi della gestione scolastica sono connessi agli sforzi fatti per riformare l’apparato scolastico intrapresi nella vita reale, in sistemi scolastici reali. Gli insegnamenti proposti nel volume derivano dai sei studi di caso di altrettante riforma scolastiche intraprese rispettivamente nelle Fiandre fiamminghe, in Germania ( la vecchia Repubblica Federale di Germania , ora scomparsa), in Olanda, Norvegia, Polonia e Svezia. Gli studi di caso sono completati da esempi riguardanti la perdita di fiducia nei sistemi scolastici nonché gli sforzi per restaurarla, ricucirla e promuoverla. Centrali nel volume sono l’ »accountability » ( la « rendicontazione »), la capacità di formare e moltiplicare le competenze nel sistema ( "capacity building"), il pensiero strategico. Questi aspetti sono componenti essenziali di una gestione moderna dell’apparato scolastico.L’equilibrio tra risposte locali e obiettivi centrali non è che una parte, la metà , del problema. L’altra metà risiede nella procedura di gestione. [2]. Una gestione del cambiamento riuscita e una riforma scolastica portata a termine con successo implicano anche gli aspetti seguenti:

 

  • concordanza ("alignement")delle responsabilità per evitare tensioni tra gli attori scolastici e per evitare ulteriori tensioni nella politica;
  • attuazione di un sistema di accountability (rendicontazione) costruttivo che guidi gli attori verso obiettivi comuni e che acconsenta tentativi rischiosi intrapresi per migliorare le scuole;
  • supporto degli attori scolastici quando si tratta di adottare una linea politica e di utilizzare prove per sperimentare;
  • consolidamento delle sane pratiche che permettono la fioritura permanente di una riflessione strategica 

 

 

Il consenso sulla linea politica permette di risparmiare soldi, è efficiente ed è pure efficace.Le responsabilità rispettive degli attori in causa vanno chiarite subito per evitare confusioni e tensioni. 

Un forte sistema di accountability si basa su principi guida chiari nonché su attese non ambigue.L’attuazione di un sistema di accountability però non basta perché non evita l’apparizione di un problema inevitabile: si sa che l’accountability cerca da una lato di ridurre le deviazioni e di evitare gli errori mentre l’innovazione invece richiede dall’altro tentativi e errori. [3] Si deve favorire l’attuazione di un sistema costruttivo di accountability che garantisca da un lato la salvaguardia della qualità e dall’altro la vitalità dell’innovazione. Un’amalgama della fattispecie esige fiducia e rispetto tra tutti coloro che sono coinvolti nella gestione della riforma.

 

La gestione di sistemi scolastici complessi

 

Nella prima parte del volume si esplorano le relazioni complesse tra gestione e conoscenza [4] che sono due componenti essenziali di un modello di gestione moderna della scuola. Nel capitolo primo si delinea il quadro teorico dell’analisi. In base a questo quadro teorico nel capitolo si illustra la complessità di una gestione moderna e si identificano tre temi chiave che rappresentano altrettante sfide per un qualsiasi modello gestionario moderno: l’accountabilituy o rendicontazione, la capacità di sviluppare competenze ( "capacity building ») e il pensiero strategico. Il capitolo termina con una presentazione degli studi di caso. Nel capitolo 2 si stabilisce il terreno di indagine e si percorre come si usa la bibliografia rilevante sull’argomento . Quest’elemento è sempre molto utile soprattutto quando si affrontano tematiche nuove.

 

Nella seconda parte del volume si introducono gli studi di casi che sono analisi di riforme scolastiche reali intraprese in sei sistemi scolastici apparentemente diversi. Nel capitolo 4 si esamina la procedura politica e si discutono le conseguenze della complessità per chi fa politica. Nel capitolo 5 si esamina l’importanza della rendicontazione nel settore scolastico . Un sistema responsabile di rendicontazione che sia duraturo e legittimato esige che si precisino i compiti degli attori , le loro responsabilità. La procedura di accountability va declinata nelle sue componenti per evitare qualsiasi confusione e conflitto tra gli attori del sistema scolastico. Un buon sistema di rendicontazione accresce la fiducia nelle autorità e lo spirito di collaborazione tra gli attori che non temono più di essere biasimati o valutati negativamente ciò che permette loro di giocare un ruolo attivo nello sviluppo di una cultura della valutazione e del miglioramento della qualità. Nel capitolo 6 si esamina l’importanza di sviluppare le competenze ( "capacity building"). Questa è una componente che contribuisce alla riuscita di una politica di riforma. Vi si esplora l’interazione tra politica, cambiamento del sistema e capacità. I risultati suggeriscono che gli attori dovrebbero comprendere pienamente gli obiettivi, i contenuti e le procedure delle strategie che la nuove politiche si prefiggono di attuare. 

 

Prospettive per il futuro: Fiducia e pensiero strategico per una dotta gestione del sistema scolastico 

 

 Nella parte terza del volume si riprende una prospettiva teorica e si discutono le implicazioni per ottener la fiducia, il sostegno necessari per sostenere un’azione riformista. Il sostegno è indispensabile quando si propone una linea politica nuova. Le azioni di supporto devono mirare a favorire lo sviluppo delle capacità a innovare e a gestire in modo flessibile il sistema scolastico al livello in cui si opera; Soltanto se si consegue questa continuità si può dire una riforma ha avuto successo. [5].

 

 

Questo volume è parecchio attuale per il contesto italico nel quale con la legge 107 si tenta in vari modi di riformare o meglio di ritoccare un sistema scolastico ingessato da decenni. Il volume tratteggia gli elementi di una strategia vittoriosa e li deriva da riforme scolastiche reali intraprese in alcuni sistemi scolastici più o meno all’avanguardia.

 

Si tratta del secondo volume di una serie che ha visto la pubblicazione nel 2016 di un primo volume sulla gestione dei sistemi scolastici in un mondo complesso . L’indagine è stata svolta nell’ambito del CERI e non in quello della Direzione dell’OCSE sulla educazione. Si tratta indubbiamente di riflessioni di una grande portata che aprono nuovi campi di lavoro che questo sulle strategie di riforma, che è un tema molto scottante in Italia. 

 

 

[1] « Management » in inglese

[2] Non sfugge a nessuno che il MIUR con la proposta di legge 107 abbia trascurato queste due dimensioni

[3] ndr.: Si tratta di due filosofie diverse, opposte in un certo senso e che si devono conciliare.

[4] ndr. : Del sistema scolastico

[5] ndr.: Se una riforma è scadente o è trasandata allora si può dire che non riesce perché è stata gestita in modo pessimo, perché il supporto è mancato, perché non si è prestata attenzione alla maturazione di competenze nuove, perché si è trascurata la fiducia, perché la riforma è stata imposta in modo autoritario, perché è stata calata dall’alto, senza nessuna pratica conveniente per potenziarla e applicata con successo.