Version imprimable de cet article Version imprimable

Il 5 marzo a Décine, nella periferia di Lione, è stata aperta la prima scuola privata mussulmana non parificata di Francia. L’istituto Al-Kindi è una scuola secondaria di primo e secondo grado (scuola media e liceo) , che prende il nome di uno dei massimi filosofi arabi vissuto nel corso del IX secolo.

Questa segnalazione non riguarda l’apertura di una scuola privata confessionale perché scuole di questo tipo ne esistono molte nel sistema francese. Presto o tardi sarebbe stato infatti inevitabile autorizzare l’apertura di una scuola mussulmana. L’episodio merita invece di essere citato per illustrare come funziona la centralizzazione del sistema scolastico in Francia e come invece non funziona la decentralizzazione alla francese.

Riferisce il quotidiano Le Monde nell’edizione del 4 marzo 2007 che l’apertura di questa scuola secondaria è stata imposta dal Ministro degli Interni ed è stata apporvata dal Consiglio superiore dell’educazione (Conseil supérieur de l’Education), l’organismo di consulenza principale del Ministro dell’Educazione, contro il parere del rettore dell’ “Académie” di Lione, Alain Morvan.

Il rettore d’Académie è il rappresentante sul territorio del ministro dell’Educazione, un po’ come in Italia lo è il Direttore regionale dell’istruzione. Nel sistema francese una "Académie" è una circoscrizione amministrativa del Ministero della Pubblica Istruzione il cui territorio sovente coincide con quello di una regione, tranne qualche eccezione ( le regioni sono state create molto dopo le "Académies"). In totale ci sono in Francia 30 "académies", 26 delle quali sono in Europa, mentre le rimanti quattro sono nei territori d’oltremare. Alla testa di ogni "académie" c’è un rettore, nominato dal Presidente della Repubblica. Il rettore quindi rappresenta veramente lo Stato ed ha un potere decisionale considerevole. Il legame con il Presidente della Repubblica attribuisce al Rettore un’autorità ed un rispetto indiscussi.

L’ Académie di Lione è una delle più grandi di Francia e si estende su tre dipartimenti che sono di napoleonica memoria. Questi dettagli sono importanti per capire quel che è successo in questi giorni a Lione.

Il carteggio della scuola mussulmana si trascinava da circa un semestre. Il rettore dell’Académie di Lione per ben due volte non aveva concesso l’autorizzazione d’ aprire la scuola ed il Consiglio Nazionale dell’Educazione ne aveva condiviso le decisioni. Però, nel corso dell’autunno qualcosa è cambiato. Il rettore stesso ha reso noto di essere stato severamente redarguito dal Ministro degli Interni per l’opposizione persistente contro l’apertura della scuola. A Parigi il vento era cambiato. Pochi mesi dopo, il 28 febbraio scorso, il Consiglio Nazionale dell’Educazione cambia parere e sconfessa a sua volta il rettore.

Il rettore Alain Morvan è noto come una forte personalità , che non ha peli sulla lingua. Universitario, specialista di letteratura inglese, ha fatto carriera nei saloni ministeriali con la maggioranza di centro destra. Di colpo è rimasto isolato, senza nessuno che lo protegga alle spalle, abbandonato da tutti. Il colpo di grazia gli è arrivato con l’ingiunzione da pare del Ministro dell’Educazione di non più esprimersi su quest’argomento. Il rettore deve tacere. Potrebbe dare le dimissioni a questo punto, ma gli alti funzionari dello Stato lo fanno molto raramente. La gerarchia gli ha imposto di piegarsi. Il funzionario ottempera. Questo si chiama "dovere di riserva".

Abbiamo qui un esempio di come opera il centralismo scolastico in Francia. L’autorità non si discute a nessun livello, e men che meno ai vertici del sistema. L’autonomia decisionale è ridotta, il potere centrale esercita un controllo amministrativo e politico quasi poliziesco sulla scuola. Non ci sono spazi per pareri divergenti, anche perché i confini tra quanto è essenziale e quanto invece non lo è o lo è meno, non sono netti. Il rettore di Lione una sua idea dell’unità della Repubblica e denuncia un complotto contro l’unità del sistema scolastico nazionale, ma i vertici del sistema, che sono i garanti di questa unità, non lo hanno seguito. Il modello centralistico mostra le sue crepe. Resisterà ancora, almeno fino a quando ci saranno rettori che incassano le smentite , continueranno ad ubbidire e non dimissioneraanno.

Les documents

Decine.gif