La valutazione delle scuole è un cavallo di battaglia difficile da domare. Se ne parla molto negli USA. Qui si riferisce di una discussione in corso negli USA e di una proposta alternativa di metodo di valutazione delle scuole.

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Valutazione delle scuole

Il binomio autonomia scolastica-valutazione è inscindibile. Le scuole sono responsabili di quel che producono con i mezzi e le risorse messi a loro disposizione. Più autonomia scolastica implica maggiori risorse o magari anche le stesse risorse di cui dispongono oggigiorno e anche più valutazione per rendere conto di quel che succede nella scuola, di quanto le scuole riescono a fare, di cosa imparano gli studenti. Non si può fare a meno di queste informazioni in una società che chiede a tutti i settori di rendere conto di quel che producono . Si potrebbe parlare di efficienza, ma questo concetto è troppo limitativo. Non è affatto semplice valutare le scuole. Le procedure adottate fin qui non rendono conto di quanto capita nelle scuole, non permettono di misurare "la produzione" scolastica. Infatti colgono solo determinati aspetti della vita di un istituto, forniscono cioè una visione parziale di quanto apprendono gli studenti e non si interessano molto di come lo apprendono. Nell’articolo si propone di attuare una valutazione delle scuole con una giuria composta di tecnici, che sarebbero gli ispettori, ma anche di responsabili locali della scuola, ossia di coinvolgere nella valutazione rappresentanti della collettività.

 La valutazione delle scuole fino ad alcuni decenni fa era pressoché inesistente e non se ne parlava. La questione è diventata d’attualità con le discussioni sulla qualità delle scuole, la consapevolezza che le scuole non sono identiche tra loro, che talune riescono meglio di altre a insegnare il programma scolastico e più semplicemente a essere luoghi dove è piacevole trovarsi, che in certe scuole gli studenti deboli imparano qualcosa del sapere scolastico mentre in altre invece non apprendono quasi nulla e via dicendo. Con la moltiplicazione delle indagini sulle scuole si è anche capito che non è proprio facile modificare l’atmosfera di una scuola, la sua organizzazione, i riti che ne regolano il funzionamento. Su un punto tutti sono però d’accordo: la rendicontazione , ossia l’obbligo di rendere conto di quel che si realizza in una scuola, di quanto e di cosa apprendono gli studenti, è una modalità che potenzialmente sospinge le scuole a migliorarsi , a essere all’altezza della fiducia loro concessa, a diventare responsabili di quanto succede nell’edificio scolastico. Non succede sempre così purtroppo e tuttora molti insegnanti e molte scuole ritengono di non avere alcuna responsabilità per quanto apprendono gli studenti o gli alunni. Qui sta appunto uno dei problemi pregiudiziali: la responsabilità delle scuole concerne gli apprendimenti . Si parla soprattutto di questo e non esiste proprio un accordo su quanto conviene si apprenda andando a scuola né su cosa d’altro gli studenti imparano andando a scuola, quando si incontrano con i compagni, quando litigano oppure quando si divertono assieme. Spesso capita che il corpo insegnante di una scuola non sia affatto d’accordo sugli obiettivi della scolarizzazione. Un altro punto scottante è l’articolazione tra responsabilità e valutazione. L’autonomia delle scuole non può fare a meno della valutazione. Il connubio è imprescindibile ma anche su questo punto molte scuole tentennano e sposano tendenze valutative sterili , manipolabili dalla scuola. Non è affatto semplice impostare una valutazione soddisfacente, equa delle scuole ma qualcosa si può fare;

 Un articolo USA

Nell’articolo di Andy Smarick pubblicato l’8 febbraio del 2016 nel bollettino dell’università Stanford in California che riprende un testo apparso nel bollettino dell’Istituto Fordham ( cliccare qui per accedere all’articolo originale in inglese) si tratta di questa questione per nulla banale e ancora irrisolta in Italia. 

 "Accountability" (rendicontazione) scolastica 

Si inizia col dire che i sistemi vigenti di rendicontazione [1] sono per lo più inefficaci perché dipendono quasi interamente dai punteggi che gli studenti conseguono nei test di due discipline: lettura e matematica. Indubbiamente la competenza in lettura e quella in matematica conta per andare avanti nella scuola e nella vita ma non è esclusiva perché nelle scuole si imparano molte altre cose [2]. Quando le altre cose , ossia l’educazione artistica, le competenze transcurricolari, e via di seguito, non ci sono ne succedono di tutti i colori nelle scuole: i programmi d’insegnamento sono decurtati, gli insegnanti sono messi sotto pressione, le opportunità d’apprendimento offerte agli studenti si riducono.

Inoltre esiste un altro problema, noto come il problema della legge di Campbell, secondo il quale quando una misura diventa un obiettivo non può più essere usata come misura perché le scuole e le istituzioni in genere si sentono costrette a cambiare i loro comportamenti, spesso in modo deplorevole, per conseguire l’obiettivo. La focalizzazione sulla lettura e la matematica ha determinato per finire una svalutazione del valore dei test di lettura e matematica.

Il problema sul tappeto è scottante: quali altre misure vanno integrate in un sistema di rendicontazione?

Una delle soluzioni molte in voga è l’estensione dell’ispettorato. Questa soluzione è stata discussa diversi decenni fa dal CERI-OCSE che aveva pubblicato un volume sulle pratiche in voga negli anni 70, agli inizi dunque delle discussioni sulla qualità dei sistemi d’insegnamento [3] . In Inghilterra si è privatizzato il sistema d’ispezione delle scuole e si è elaborata una procedura apposita per l’ispezione delle scuole con pubblicazione finale del resoconto degli ispettori. Il contributo di tecnici esperti potrebbe infatti concorrere al miglioramento delle scuole quando l’ispezione è fatta coi fiocchi.

Una proposta alternativa all’ispezione proveniente dagli USA

Una variante di questa impostazione è suggerita negli USA da Sherman Dorn  [4]un perito del Fordham Institute  e professore all’Università di Los Angeles, secondo il quale le scuole in quanto istituzioni sociali vanno valutate come tali e quindi con una giuria di cittadini [5] e non con una giuria di esperti come lo sono gli ispettori. La collettività locale va coinvolta nella valutazione delle scuole. Questo è anche un modo per indurre gli ispettori a formulare giudizi indipendenti. Dorn propone di costituire una grande giuria, una giuria allargata per valutare le scuole, nella quale sono inclusi sia gli ispettori che sono i tecnici sia i rappresentanti della comunità locale che hanno una parola da dire sulla scuola ma che non hanno né le conoscenze tecniche degli ispettori né una visione a lunga scadenza delle funzioni della scuola.

La voce degli studenti

Una delle prospettive da esplorare e spesso trascurate ( in certi casi addirittura combattute) è l’ascolto della voce degli studenti studenti. Gli studenti hanno o no una parola da dire sulla scuola che frequentano? Dopo tutto sono gli utenti principali della scuola.I questionari per gli studenti dovrebbero servire proprio a questo. Ci sono esperienze interessanti anche nella scuola primaria per ascoltare il punto di vista dei bambini. Per esempio a Innsbruck in Austria, con Michael Schratz che interverrà al convegno internazionale dell’ADI a Bologna il 26 febbraio prossimo ( cliccare qui per informazioni in italiano). Che cosa chiedere agli studenti? Informazioni sull’impegno degli studenti e degli insegnanti, l’informazione degli studenti attuata nella scuola, le modalità di comunicazione nel e con il corpo studentesco, la solidarietà esistente tra gli studenti, l’atmosfera generale esistente tra gli studenti, l’accesso alle risorse scolastiche, gli stimoli della scuola per la creatività e le possibilità di essere ascoltati, il supporto per gli studenti fornito dalla scuola e il funzionamento del supporto. Cose simili insomma. [6]

Valutazione delle scuole su misura

La valutazione delle scuole va differenziata da scuola a scuola per tenere conto delle specificità di ogni scuola.I punti sui quali attirare l’attenzione dei valutatori vanno negoziati con il preside e con il corpo insegnante.I [7]

Nuovi indicatori scolastici da approntare a livello di scuole

SI dovrebbero approntare nuove misure, nuovi indicatori del successo di una scuola. Per esempio misurare l’assenteismo, la felicità degli studenti,l’impegno scolastico e extra-scolastico degli studenti, le opportunità di seguire un curricolo stimolante e appropriato [8]

Alla fin fine ci si può chiedere se il successo scolastico inteso come apprendimento soddisfacente di determinate nozioni scolastiche sia davvero una misura appropriata della bontà di una scuola. Lo è certamente ma non dovrebbe più essere determinante come lo è ora nei metodi di valutazione delle scuole finora applicati.

 

 

[1] "Accountability" in inglese

[2] ndr. : Questa è un’affermazione ricorrente che varrebbe la pena verificare una volta tanto

[3] Si tratta del progetto del CERI-OCSE noto con l’acronimo ISIP che sta per "International School Improvement Project" . Uno degli animatori di questo progetto fu David Hopkins che è poi diventato uno dei consiglieri di Tony Blair per l’istruzione

[4] Cliccare qui

[5] "Citizien Judgement"

[6] ndr.:Si capisce che nelle scuole nelle quali l’atmosfera e la divisione tra gli studenti sono pessime, nelle scuole che non prevedono nessun supporto per gli studenti, laddove la comunicazione è grossolana, questi questionari diano fastidio e si farà tutto il possibile per boicottarli.

[7] ndr.: In altri termini la valutazione delle scuole è un’operazione raffinata e complessa che non può essere identica per tutte le scuole e che non si può impostare in modo autoritario dall’alto se è auspicabile ottenere informazioni che dicano qualcosa, che parlino veramente della scuola, dei suoi problemi, che tengano conto della realtà.

[8] ndr.: Qui si potrebbe parlare di OTL , acronimo per "Opportunity to learn" , un tema presente nelle prime analisi dell’IEA negli anni tra il 1960 e 70 e poi abbandonato forse perché era troppo difficile misurare in modo comparato le OTL.

Les documents de l'article

ESSAAccountabilityProposal-Dorn-ArizonaStateUniversity.bin